Sorprese la vittima nel sonno nelle palazzine dell'ex Moi di Torino, e la colpì alla testa con un bilanciere, uccidendola. Nigeriano condannato a 16 anni.
News
Giovanni Paciolla, 36 anni, ex guardia giurata, è stato arrestato nel 2015

SOTTO PROCESSO. “Falso” autista del vescovo condannato a 5 anni

Si spacciava per “007” del Vaticano. E’ stato riconosciuto colpevole di una cinquantina di capi d’accusa sui 67 che gli erano contestati

Cinque anni, cinque mesi e dieci giorni di reclusione. Questa la condanna inflitta dal tribunale di Torino a Giovanni Paciolla, 36 anni, una ex guardia giurata che ha affermato di avere lavorato per i servizi segreti del Vaticano e di essere stato l’autista di un arcivescovo di Torino. L’uomo è stato coinvolto in una vicenda di rapine commesse da falsi appartenenti alle forze dell’ordine: è stato riconosciuto colpevole di una cinquantina di capi d’accusa sui 67 che gli erano contestati.

FREQUENTAVA GLI AMBIENTI DELLA CHIESA
Ad altri tre imputati sono state inflitte pene comprese fra i 5 mesi e 20 giorni e i due anni e due mesi. Paciolla, arrestato nel marzo del 2015, frequentava gli ambienti della Curia torinese. Non risulta avere mai avuto incarichi formali, ma all’agenzia Ansa, dopo la sentenza, ha detto che occupava regolarmente un ufficio: “facevo capo al cancelliere episcopale”. “Il problema di questo processo – ha affermato – è che certe situazioni sono state portate a galla. Altre, che evidentemente scomodavano qualcuno, sono state lasciate sott’acqua. Chi tenta di fare pulizia paga le conseguenze”.

L’UOMO: “IN CARCERE HO RICEVUTO LETTERE DI ALTI PRELATI”
Paciolla, per dimostrare i suoi rapporti con la Chiesa, ha detto che in carcere ha ricevuto lettere di alti prelati. In aula ha parlato della sua collaborazione con i servizi informativi vaticani precisando però di non potere rivelare ulteriori dettagli a causa del “segreto di Stato”. Uno dei numerosi episodi portati al vaglio del tribunale riguarda il ritrovamento di una cartella clinica: “E’ di un impiegato dell’Arcidiocesi di Torino morto dopo quattro ore di attesa in un pronto soccorso. Io non ho rubato quel documento. E chissĂ  a cosa serviva. E’ un mistero che le indagini non hanno chiarito”.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo