Nomade
Il Borghese

Facciamoli ministri

Se una persona vive in un una baracca di rifiuti e lamiere, senza una attività lavorativa riconosciuta, al di là di una partita Iva di facciata per raccogliere rottami e ferrivecchi, e a dispetto di tutto questo ha qualche centinaio di migliaia di euro in banca, aggiungendoci anche che non si tratta di un individuo «pericoloso socialmente», allora non dobbiamo neppure perdere tempo: altro che processi, nominiamolo ministro dell’Economia, perché ci vuole talento a far su tanti soldi con una attività così misera e, a detta dei giudici, senza commettere reati.

Sequestrare i patrimoni dei clan zingari sta davvero diventando più complicato che attaccare la mafia: i magistrati, accertati una serie di loschi traffici nonché il godimento indebito di alcuni benefici (come la casa popolare, con contorno di una Porsche parcheggiata in cortile), avevano chiesto non a torto la confisca preventiva di una somma vicina ai tre milioni di euro. Ma secondo altri giudici, non c’è prova di reati tali da giustificare, in quel periodo, una misura tanto afflittiva. Signori, riprendetevi pure il denaro, e scusate per il disturbo.

La domanda è: qualcuno pensa forse che i soldi compaiano come per magia? Se non sono stati guadagnati, né risparmiati, né donati, da dove arrivano quando non si hanno redditi dimostrati e si vive di sussidi? Per le persone normali di solito la risposta è: evasione fiscale. E lì il “sistema” fa sentire tutto il suo peso, senza paura né riguardi particolari. A me continua a suonare tutto molto stonato, non so a voi.

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