orge
Cronaca
IL CASO

Fa innamorare madre e figlia per poi venderle nelle orge

Le due donne sedotte erano offerte sui siti di incontri in cambio di soldi

«Ti chiamerà un uomo. Chiedigli 150 euro. Non dire niente sul preservativo», il messaggio che mandava a lei. «Ti cercherà la ragazza e vorrà 150 euro per tutto. Ma tu puoi scendere fino a 50», quanto invece scriveva al cliente di turno, in vista dell’imminente incontro sessuale a pagamento.

Per un anno un artigiano di 26 anni, italiano e incensurato, avrebbe “venduto” la sua “fidanzata”, una coetanea con un grave disagio cognitivo, e la madre di lei, cinquantenne fragile e suggestionabile, incassando i profitti degli incontri sessuali, anche di gruppo.

Ieri mattina, nei confronti del 26enne, sono scattate le manette in un blitz degli agenti della polizia municipale della sezione di polizia giudiziaria della procura, coordinati dalla pm Antonella Barbera.

L’uomo è accusato di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione e di circonvenzione di incapace. Per un anno avrebbe, attraverso annunci online, combinato appuntamenti sfruttando la ragazza e la “suocera”, vendendole a clienti, anche per sesso di gruppo. I proventi, rintracciati dagli inquirenti attraverso l’analisi dei bonifici, e dei movimenti di denaro dell’indagato, venivano usati dal 26enne per fare shopping: vestiti firmati, una bici, forse anche un monopattino. Materiale sequestrato ora al vaglio degli inquirenti.

Tutto inizia quando un anno fa l’indagato contatta su una chat la fanciulla, che ha un deficit cognitivo e che ha un amministratore di sostegno. Presto i due si vedono e nasce quella che lui chiamerà “relazione”, ma che in realtà è una truffa, sentimentale ed emotiva e poi anche economica. La fanciulla si infatua di lui, che le promette una vita insieme e le dice “ti amo”. Il 26enne la convince, all’inizio, a farsi fare dei “regali”: le prime dazioni di denaro dal conto di lei verso quello di lui ammontano ad alcune decine di euro. Poi, a febbraio, i servizi sociali del Comune scoprono che sulla scrivania di lei, che lavora in una cooperativa, ci sono dei fogli stampati dal pc con le tracce della frequentazione di alcune chat usate da chi cerca sesso di gruppo. Parte subito la segnalazione alla procura. E si scopre che quel giovane aveva convinto la ragazza a vendersi a uomini sconosciuti, in cambio di denaro. Soldi che sarebbero serviti per una vita insieme, secondo quanto lui avrebbe promesso a lei, fingendo di avere bisogno di denaro.

Anche la madre della ragazza, di 50 anni, a un certo punto entra nella trappola. Anche lei “si innamora” del ragazzo, abile a convincerla a partecipare a quel “gioco” in cambio di 50 o 100 euro alla volta. I clienti vengono ricevuti in casa di madre e figlia, che si alternano a prostituirsi con clienti diversi. Il “protettore” non partecipa, ma incassa i soldi. Dalle intercettazioni e dai cellulari sequestrati dagli inquirenti emergono prove sempre più inquietanti. La pm Barbera chiede la misura di custodia cautelare in carcere, che viene ordinata dalla gip Ersilia Palmieri. L’avviso di garanzia è statoconsegnato ieri mattina.

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