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MUSICA E VITA

Extraliscio, l’avventura più punk del liscio è nata grazie a una “stecca” della vita…

La Romagna, l’Italia e il clamoroso successo

C’è chi dice che il termine liscio lo abbia inventato Raoul Casadei, altri sostengono che fosse già appannaggio di suo zio Secondo, per altri ancora deriva dalla cera dati sui pavimenti delle sale da ballo a Milano, di modo che i piedi dei ballerini andassero via lisci, appunto. Liscio ha sapore di piadina, di una riviera romagnola che va dalle grandi orchestre fino a Pier Vittorio Tondelli. Liscio è anche dissonanza punk, è creatività di «strumenti unicornici».

Gli Extraliscio, che hanno stupito a Sanremo, sono stati alla Mostra del Cinema di Venezia, hanno divertito al Salone del Libro appena concluso, si raccontano in “Extraliscio. Una storia punk ai confini della balera” (La nave di Teseo+, 19 euro), dove conviene subito precisare che nessuno di loro è in realtà punk, «perché funzionasse nessuno di noi doveva esserlo». Mauro Ferrara è il liscio che più liscio non si può, è la voce di “Romagna mia”, mentre Moreno Conficconi il Biondo è capo orchestra da quando aveva vent’anni e Mirco Mariani, con i suoi occhiali da saldatore e il laboratorio di creazioni e di registrazione nasce come batterista jazz al Chet Baker di Bologna. La prima volta, Mauro se l’è visto arrivare con una Renault Espace da cui sono scesi questa sorta di grosso folletto barbuto, la moglie, due figlie, un cane e un gatto. La storia degli Extraliscio è nata «da una stecca» se vogliamo dirla con Ferrara, che di stecche non vuole neppure sentire parlare, che sa tenere la nota anche quando Mirco lo prende in braccio e lo trascina per il palco, che ha cantato splendidamente un brano mentre il gruppo ne suonava un altro. Bello così, bello perdersi.

Un racconto, questo libro, per immagini a colori e istantanee in bianconero, tra pullman scassati e truccati in corso lungo le statali, serate a getto continuo, veglioni, fanfare militari, club fumosi e locali di spogliarellisti, ma anche trattori, campagne e tortellini e sangiovese. È sapore di estate e di allegria, quella che arriva se c’è il sorriso, mai il contrario. È storia di una Italia che si ritrova nelle radici e nella voglia di leggerezza che non è superficialità, nel desiderio di rinnovarsi e innovare per non essere solo un fenomeno musicale.

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