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Economia
Il rebus

Ex Embraco, speranze appese a un filo. Cirio scrive a Draghi: “Risposte entro il 30 giugno”

Il presidente della Regione incontra lavoratori e sindacati: “Nel Dpcm una norma per prolungare la cassa integrazione”

Hanno appeso a un filo le loro 400 lettere di licenziamento, un filo che rappresenta le loro vite, in attesa di risposte da tre anni sulla questione lavoro, sulla questione futuro. Sono i i lavoratori dell‘ex Embraco di Riva di Chieri, da giorni in presidio fuori la sede della Regione e oggi ricevuti dal presidente Alberto Cirio.

Il governatore ha fornito alcune rassicurazioni: “Il ministro Orlando mi ha assicurato che nel decreto che sarà approvato dal Dpcm tra domani e dopodomani, è prevista la norma che consente di prolungare la cassa integrazione anche ai lavoratori di Embraco. In questo modo si potrà tamponare l’emergenza e garantire un reddito ai lavoratori oltre il 22 luglio, fino a fine anno. Non possiamo però rischiare di trovarci a novembre di nuovo a questo punto”.

Entro il 30 giugno il governo dovrà dare delle risposte: “Almeno se esiste un partner privato oppure no. Nel caso a quella data non ci sia il privato pronto a investire in Italcomp – ammette Cirio – dovremo pensare a un piano alternativo, ma è bene saperlo in tempo, dobbiamo avere la possibilità di trovare una soluzione”.

Per questo motivo la Regione Piemonte, la sindaca di Torino Appendino e l’arcivescovo Nosiglia scriveranno a Draghi, chiedendo risposte entro la scadenza di fine giugno. Impegno assunto da Cirio davanti ai lavoratori e alle delegazioni sindacali di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Uglm, presenti all’incontro.

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