Evelina Christillin (foto da YouTube)
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ASPETTANDO IL DERBY, FACCIA A FACCIA

Evelina Christillin: «Juve? 11 personaggi in cerca d’autore…»

«Sarà un mediocre 1-1»

Evelina Christillin, Juventus 13, Toro 11 punti: come definirebbe il derby di oggi?
«Il derby delle deluse, il derby delle ex grandi, che pensano e sperano di ridiventarlo, almeno per quel che riguarda la Juventus. Certo, se la situazione del Torino, e lo dico con tutto il rispetto dei colori granata, non è poi molto diversa da quella in cui si ritrovava in altri derby e in altri anni, quella della Juventus è molto peggio: siamo caduti dal nono piano. Loro, forse, sono sempre al secondo, tranquilli. O comunque non ci sono dei ribaltoni così importanti come quelli che stiamo vivendo noi tifosi juventini. A livello di società, tra giocatori e allenatore granata, si percepisce dall’esterno una concordia, una volontà condivisa. C’è una serenità dentro il Torino che in questo momento non potrei dire che ci sia dentro la Juventus».

Toro-Juve, per chi vale di più questa volta?
«Questa volta, dopo tanti “stop and go”, si spera che per la Juve possa essere la partita della svolta, anche se ci si arriva dopo una batosta terrificante come quella subita ad Haifa. Al di là del fatto di essere stati sconfitti sul campo, abbiamo avuto l’impressione di vedere undici personaggi in cerca d’autore, parafrasando la celebre opera di Luigi Pirandello. Le facce dei giocatori erano impaurite. Anche quella di un giocatore navigato come Leonardo Bonucci, ad esempio. È qualcosa che non ti aspetti. A proposito di Bonucci, ho in mente le due ultime sue partite giocate alla grande in nazionale. Quindi non credo che improvvisamente abbia disimparato a giocare a calcio. In questa specie di minestrone bianconero, dove non si capisce bene chi fa cosa, invece, anche lui è spaesato. È chiaro, poi, che anche calciatori come Dusan Vlahovic, strapagato 80 milioni, finisce per trovarsi anche lui un personaggio in cerca d’autore. Tornando al derby, tutti noi della Juventus speriamo che sia la partita della svolta, soprattutto per noi tifosi juventini torinesi che ogni giorno incrociamo nella vita quotidiana quelli granata. Hanno iniziato a sfotterci prima, cosa mai successa in passato…».

Cambierebbe Allegri?
«Non credo che cambiare adesso allenatore possa servire. Le colpe non sono tutte sue, anche se molte lo sono. Ma sarebbe una confusione ulteriore. Poi chi metti al suo posto? Forse è meglio avere un po’ di pazienza, aspettare la sosta per il Mondiale e ricostruire tutto quello che si può in quei due mesi di stop, recuperando gli infortunati e cercando di recuperare almeno un quarto posto in classifica per andare in Champions League il prossimo anno».

Dal presente al passato: ha qualche ricordo particolare della stracittadina…?
«A dire il vero ne ho tanti ma un episodio che mi ha colpito in particolare è stato quello della buca di Maspero. Anche se non dovrei dirlo da juventina, ma quello scavetto, fatto prima del rigore poi sbagliato da Salas, fu una trovata geniale che permise al Toro di pareggiare un derby incredibile».

Fino a qualche tempo fa, il modello Juventus funzionava. Cosa si è inceppato?
«Si sono un po’ inceppate tutte le componenti che facevano il grande successo di quella squadra, di quella società. È cominciata anche una certa crisi finanziaria: dal 2018 in poi è stata un’escalation di passivi nei vari bilanci, fino ad arrivare agli attuali 254 milioni di rosso. Non ci sono solo problemi di cassa, però: c’è stato anche questo cambio continuo di dirigenti e allenatori. Quella forza granitica di prima è venuta a mancare da tutte le parti. Poi c’è stato l’affare Ronaldo: Ronaldo sì, Ronaldo no. Ronaldo, che il suo dovere l’ha fatto eccome. Certo è che gli andava costruita una squadra attorno. Era impensabile che potesse vincere la Champions da solo. Le tre componenti forti, rosa, società e allenatore, sono andate un po’ a “ramengo” tutte e tre e contemporaneamente. Si è assistito in questi anni a uno spaesamento collettivo sia a livello finanziario sia in campo. In questo momento, proprietà a parte, è tutto un po’ ballerino. Manca un punto fermo».

Infine, qual è il suo pronostico…
«Dico un mediocre 1-1. Così non si fa troppo male nessuno».

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