Eugenio
Ieri & Oggi
18 OTTOBRE 1663

Eugenio di Savoia, il cuore scomparso e mai ritrovato

Un giallo che ha tinto di mistero la sepoltura del principe

Riposa nella tomba della cattedrale di Vienna, ma il suo cuore è a Torino. O, meglio, sarebbe a Torino (per la precisione, in quel di Superga) ma nessuno lo sa con precisione. Un giallo, quello del cuore del principe Eugenio di Savoia, che tinge di mistero la sepoltura di uno degli uomini più celebri del suo tempo. Uno degli uomini più ricchi, più colti e più potenti del periodo; principale oppositore del Re Sole (e scusate se è poco!), Eugenio fu a ben vedere uno dei primi costitutori dell’Europa moderna, nella quale le frontiere si fondono e le differenze si mescolano. Possibile? Basti vedere la sua carta di identità: nato a Parigi il 18 ottobre 1663 da una famiglia di origine franco-italiana (i Savoia), ma vissuto per la gran parte della sua vita a Vienna, al servizio degli Asburgo, Eugenio parlava fluentemente italiano, francese e tedesco e si firmava, tanto per cambiare, usando le sue tre nazionalità: Eugenio von Savoye.

Un mix che non era atipico nella grande nobiltà di allora, in sostanza legatissima alle proprie origini ma anche praticamente apolide (solo così possiamo capire perché la casa Reale inglese, tanto per dirne una, abbia origini tedesche…), ma Eugenio, per la sua importanza culturale, sentì più degli altri suoi contemporanei il peso di appartenere al ceto dirigente non di un paese soltanto, ma di un continente intero. Torino gli dedica un importante corso che taglia diagonalmente la scacchiera del centro storico, unendo piazza Statuto al Rondò della Forca. Forse, fin poco per un uomo che contribuì alla salvezza della città, spezzando l’assedio franco-spagnolo del 1706 insieme al cugino Vittorio Amedeo II.

Condottiero di rara abilità, il suo impegno fu determinante anche per salvare l’Europa dall’assalto dei turchi ottomani. Fu inoltre un intellettuale dissidente: amava circondarsi di libertini e di pensatori contro-corrente. Finanziava i circoli sovversivi e la sua biblioteca comprendeva molti volumi messi all’Indice. Anche per questo, Eugenio fu uno dei padri dell’Europa di oggi: finanziò, infatti, i pensatori che contribuirono a demolire l’antico ordine cristiano. Scapolo (pare che Vittorio Amedeo II, capo della famiglia Savoia, gli abbia proibito di contrarre matrimonio), Eugenio non ebbe eredi e la sua enorme collezione d’arte fu ciò che lasciò di sé al mondo, ben più della gloria conquistata sui campi di battaglia.

Il celebre palazzo del Belvedere, a Vienna, fu realizzato per questo colto principe militare, guerriero italiano ma francese ma anche tedesco. Europeo prima dell’Unione Europea, e forse per questo più europeo delle élite europee di oggi.

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