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IL CASO. Chiesto il rinvio a giudizio dell’ex portavoce e altri 7

«Estorsione al sindaco». E per i pm Pasquaretta deve andare a processo

Lui non ci sta: «Accuse offensive, lo dimostrerò». Chiara Appendino “scagionata” da una chat

La procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex portavoce della sindaca Chiara Appendino, Luca Pasquaretta, nell’ambito dell’inchiesta sulla consulenza da 5.000 euro al Salone del Libro del 2017. A Pasquaretta vengono contestati dal pm Gianfranco Colace i reati di corruzione, traffico di influenze illecite, peculato, estorsione e turbativa d’asta. Chiesta invece l’archiviazione per la sindaca di Torino Chiara Appendino, che era accusata di concorso in peculato, e per la funzionaria comunale Elisabetta Bove. Secondo la procura Appendino e la viceministra dell’Economia, Laura Castelli, sarebbero state vittime di estorsione da parte di Pasquaretta per ottenere un nuovo incarico. A scagionare la sindaca, secondo quanto si apprende, una chat tra lei e Pasquaretta, dalla quale si evince che Appendino non era a conoscenza della consulenza al Salone del Libro.

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