esplosioni
Il Borghese

Una valle sotto scacco

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È attonita la Val di Susa dopo il riaccendersi di violenze e scontri. Si registra il mormorio preoccupato di chi si domanda se siano tornati i tempi più bui. Gli anni delle bombe, tra il 1996 e il 1998, quando la lotta all’Alta Velocità era pressoché esclusiva di gruppi anarchici non meglio definiti. I nuclei chiamati “Lupi grigi”, responsabili di una serie di attentati dinamitardi in tutta la valle. A preoccupare non sono stati gli scontri avvenuti di fronte al nuovo cantiere di San Didero, ma due eventi misteriosi accaduti la scorsa notte. Il primo attorno alle 23: una Renault Clio di colore rosso è esplosa ed è andata a fuoco. «Era parcheggiata lì da ore – racconta il proprietario -. Non mi si venga a parlare di autocombustione, per favore». La deflagrazione è stata udita e le fiamme viste da numerosi testimoni. L’incendio è stato poi spento dai vigili del fuoco, in servizio nel presidio fisso all’in – terno del cantiere dell’autoporto Tav. Appena terminato il lavoro, i pompieri sono dovuti intervenire per un’altra esplosione, avvenuta dalla parte opposta del paese, dietro l’acciaieria, a due passi della stazione. Una piccola struttura, utilizzata come deposito agricolo, è stata completamente distrutta dal fuoco «dopo una forte esplosione», riferisce lo stesso sindaco del paese Sergio Lampo. Uno scoppio provocato dalla deflagrazione di una bombola di gas liquido (nel deposito ne sono state trovate tre, due intatte), andata completamente in frantumi. Anche in questa seconda circostanza, i vigili del fuoco sospettano che l’incendio (con relativa detonazione) sia stato innescato. Che in valle, confusi tra i manifestanti, siano giunti anche i “bombaroli”, più che un sospetto, sembra essere un timore, ma non si escludono neppure altre piste, alcune di queste inedite. Compresa quella della criminalità organizzata che sembra avere interessi non da poco su quanto accade in Val di Susa. Insomma, i “Lupi grigi”, spiega un investigatore di lungo corso, avevano un modus operandi «molto diverso» e, in realtà, esponenti di quei gruppi non sono mai stati trovati. Infatti l’anarchico valsusino Silvano Pelissero, accusato di aver aderito alla consorteria dinamitarda, è poi stato completamente scagionato. Resta la reminiscenza, a tratti tragicamente romantica, di quell’insieme anarcoide e un po’ squat, i cui leader, Edoardo Massari (detto Baleno) e Maria Soledad Rosas, anche loro prosciolti dall’accusa di far parte dei “Lupi grigi”, decisero di “arrendersi” a modo loro, dopo aver consumato le proprie vite nella lotta contro l’Alta Velocità.

marco.bardesono@cronacaqui.it

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