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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Esercito in strada

Le loro facce, i loro abiti a volte sgargianti, e soprattutto i loro traffici in Barriera Milano li conoscono tutti. Anche se è difficile capire l’etnia, tra centro e nord africani. Sono i fattorini della droga, ossia i pusher di strada. Vendono droga a tutte le ore. Cocaina, crack, eroina. Ma anche hashish e marijuana. In venti giorni la polizia ne ha individuati centinaia e arrestati 87 in diverse operazioni. Dodici sono già liberi, scivolati via dalle maglie della giustizia sulle onde di una legislazione che presenta troppe lacune. Altri, forse, li seguiranno nei prossimi giorni. E loro, tutti ovviamente, torneranno lì, dove si fanno affari e si disturba la vita delle persone normali. In Barriera, ma anche ad Aurora e in altri quartiere si spaccia senza timori e senza ritegno. Ma se ciò accade la responsabilità è anche di questa porta girevole della giustizia che non aiuta certo a capire chi fa il semplice fattorino, chi occupa ruoli intermedi dell’organizzazione chi procura e suddivide le dosi da spacciare. Così i blitz che le forze dell’ordine compiono ormai con regolarità perdono la loro incisività quando alle manette si sostituisce nelle direttissime un semplice foglio che invita alla firma in caserma. Una burla, diciamocelo mentre ci lamentiamo per la città invasa da questi topi che attentano alla vita dei nostri ragazzi, con troppi elementi di pericolosità. Già perché la droga vuole anche dire scippi, rapine, stupri. Insomma ciò che attenta ogni giorno alla nostra sicurezza. La polizia spiega di non poter fare il proprio lavoro fino in fondo e lamenta le scarcerazioni facili. Ma non solo: i topi si moltiplicano e si sostituiscono a vicenda, segno che la malavita ha ricambi continui grazie ad un mercato di esseri umani che si alimenta tra clandestini e senza patria. Dunque la soluzione potrebbe quella di militarizzare i quartieri a rischio? Ci pare una follia ma l’emergenza rimane e occorre una soluzione. Magari le pattuglie miste con l’esercito come in passato?

beppe.fossati@cronacaqui.it

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