IVREA

Esclusi quattro bimbi non vaccinati: una mamma in sciopero della fame

Polizia e vigili per impedire l’ingresso dei piccoli. Protesta per tutta la notte

Niente vaccino, niente scuola. Ieri mattina, alla materna Villa Girelli di Ivrea, in strada Privata Bidasio, sono intervenute le forze dell’ordine per impedire l’ingresso di alcuni piccoli che non sarebbero in regola con le vaccinazioni. Tre bambine – due gemelle di 3 anni, una di 4 anni – e un bambino di 5 anni e mezzo non sono stati fatti entrare in classe. Secondo la scuola non sono in regola con il percorso delle vaccinazioni. A “sbarrare” l’ingresso ai genitori dei bimbi c’erano poliziotti in borghese in forza al commissariato di Ivrea e agenti in divisa della polizia municipale, che si sono messi nel cortile interno, di fronte l’ingresso dell’istituto.

«Starò qui nel cortile fino alle 18.30, poi continuerò la mia protesta fuori dai cancelli», ha annunciato in un video su Facebook Chiara, la mamma delle gemelline. «Le ho iscritte regolarmente a gennaio – spiega -. La polizia ha avuto l’ordine di non farle entrare in virtù della legge 119, che conosco bene perché siamo seguite da un avvocato e abbiamo un contenzioso in corso. Avevamo comunicato tutto in maniera formale alla scuola, ma la dirigente non s’è attenuta a quanto indicato dal comma 3 dell’articolo 3 bis e ha deciso di farci rispondere del proprio avvocato per negare l’accesso….». Anche dopo la chiusura della scuola, la protesta della mamma è proseguita davanti ai cancelli dove, assieme a una delegazione di altri genitori, ha trascorso la notte nella speranza che questo gesto possa cambiare le cose.

Sul tema è intervenuta duramente anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Francesca Frediani. «Questa mamma ha trovato davanti alla materna, a Ivrea, uomini della Digos e della polizia locale, schierati per impedire l’accesso alle sue bimbe. In questo video denuncia le difficoltà di interazione con la dirigenza scolastica e annuncia l’inizio dello sciopero della fame. Non si doveva arrivare a questi punti: l’esasperazione dei rapporti tra scuole e famiglie è un grande fallimento di una politica che ha solo saputo imporre anziché comprendere e dialogare».

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