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Per salvare il ragazzo nordafricano sono intervenuti vigili del fuoco e sanitari del 118

Esce dal dormitorio delle Ogm. Il senzatetto rimane incastrato

Tragedia sfiorata nel quartiere Aurora. Salvato per un pelo ragazzo nordafricano

È rimasto letteralmente incastrato, bloccato su quel muretto che divide il marciapiede dagli spazi abbandonati delle ex officine Grandi Motori.

Per tirare giù il ragazzo nordafricano, uno dei tanti che ormai dimorano tra le macerie delle Ogm, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco e degli uomini del 118 che giovedì mattina si sono recati in via Carmagnola, a due passi dagli uffici del centro civico di corso Vercelli. Allertati da un passante che ha notato l’uomo “immobile, come se stesse dormendo”.

Una descrizione quasi surreale così come surreale è la situazione di quel che resta delle vecchie fabbriche di Aurora, da tempo preda di tossici e clandestini.

I soccorsi si sono addirittura arrampicati per trarre in salvo il giovane, che sul momento sembrava letteralmente in preda ai fumi dell’alcol.

«Forse impigliato tra quei tubi che tante volte, in passato, sono stati segati» ha raccontato il signor Giovanni, che ha anche avuto la prontezza di documentare quanto stava accadendo. Una volta tirato giù il nordafricano ha dovuto lasciare le sue generalità alla polizia, mettendosi anche a urlare e a protestare. Come se fosse stato disturbato.

Non si contano più, in realtà, le persone che ogni scavalcano i muri e i cancelli per accedere ai locali interni ancora in piedi. Sia sul lato di corso Vigevano che su quello di via Carmagnola, dove i ripari per la notte si vedono a occhio nudo.

Insieme a materassi, vestiti e un via vai di soggetti che la sorte ha trasformato in fantasmi senza nome. «Ci sono decine di clandestini dentro le Grandi Motori – protesta il capogruppo di Fdi della circoscrizione Sette, Patrizia Alessi -. Non aspettiamo che succeda una tragedia, come anni fa nell’a rea Ponte Mosca quando un romeno è stato ucciso davanti agli altri clochard. Da tempo chiediamo lo sgombero e una nuova progettualità per quei locali, delle parole non sappiamo che farcene».

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