CALUSO

Epidemia di leptospirosi al canile. Ora il sindaco ordina l’isolamento

Accolti 32 animali provenienti da un'azienda agricola ma per metà erano già malati

È allarme al canile di Caluso per una epidemia di leptospirosi tra gli animali che sono ospiti della struttura.

Tutto è partito quando in regione San Defendente sono arrivati 32 cani provenienti da un’azienda agricola di Val di Chy, il comune nato pochi mesi fa dalla fusione di Alice Superiore, Lugnacco e Pecco. Animali che evidentemente erano mantenuti in precarie condizioni igieniche, tanto che 16 sono risultati affetti dalla leptospirosi, malattia causata da un batterio e che si trasmette soprattutto attraverso il contatto con urina infetta (di cane o di topo) ma anche con acque, terreno, cibo e lettiere contaminate. È una delle malattie per cui annualmente si vaccina il cane e ovviamente in condizioni di sovraffollamento si propaga maggiormente. I sintomi sono febbre alta, gastroenterite con vomito e diarrea, urine scure, disidratazione e scarsa vitalità. La leptospirosi è potenzialmente mortale ed è trasmissibile all’uomo, motivi per i quali il sindaco Maria Rosa Cena, appena venuta a conoscenza del problema, è intervenuta con un’ordinanza che prescrive ai responsabili del canile una lunga serie di misure da adottare onde evitare il propagarsi della malattia all’esterno della struttura e a difesa della salute degli animali e delle persone.

Purtroppo questo non è stato sufficiente a salvare la vita di due dei 16 animali malati, per i quali ormai la malattia era a uno stadio troppo avanzato per poterli curare con successo. Gli altri 14 ora sono in isolamento e seguiti da un veterinario: se non ci saranno complicazioni, tra meno di un mese dovrebbero essere dichiarati definitivamente guariti. Ovviamente anche i restanti “ospiti” del canile stanno seguendo la profilassi prevista in casi simili mentre l’ordinanza impone anche di avvisare del problema tutti coloro che possono essere venuti a contatti con gli animali in questi giorni. Una precauzione ulteriore anche se al momento, per fortuna, non risulta che nessuna persona sia stata contagiata.

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