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EDITORIALE DEL GIORNO

Emergenze e disordini

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Mentre l’emergenza maggiore (il Covid) continua, e non ha ancora mostrato tutte le sue conseguenze (vedrete quando cesserà il blocco dei licenziamenti…) altre emergenze “minori” mordono, come quella dei ladri di case. Sfrattarli per occupazione abusiva è costoso e lungo, e la presenza di minori rende l’ordinanza di sgombero ineseguibile. La forza pubblica non interviene perché è un “reato minore” e così l’Italia, dove nulla è più definitivo del provvisorio, sta diventando (come vorrebbe Bergoglio) la tomba della proprietà privata. All’emergenza ti abitui come al disordine in casa: dopo un po’ non ci badi quasi più. Invece dovremmo indignarci, protestare. Soffocati da leggi assurde e da una burocrazia-piovra paghiamo le tasse più alte di tutta la Ue in cambio dei peggiori servizi, forniti da una pubblica amministrazione strafottente, sovradimensionata e inefficiente, specchio della classe politica che l’appoggia e le si appoggia. La polizia non ha mezzi, uomini e materiali per “tenere” il territorio, ma è piena di scaldasedie negli uffici. La magistratura Palamaresca accumula ritardi biblici, ma ha la carriera automatica e le paghe più alte d’Europa. In Italia non si licenzia nessuno (vedi Alitalia), al massimo lo si prepensiona. Il “posto” statale è intoccabile, e non prevede contropartite in lavoro (non a caso cresce ogni anno la spesa in personale esterno e consulenze). Ed ecco dipinte le due Italie: quella dei garantiti (60%) e quella dei precari con partita Iva. Si sono già guardate in cagnesco sotto il Covid, ma presto la divisione diventerà lotta aperta. Cortei, sit-in, blocchi stradali e ferroviari, disordini, sono solo l’aperitivo di oggi. Buon appetito per domani.

collino@cronacaqui.it

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