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La denuncia dell’associazione Adelina Graziani

EMERGENZA. Pronto soccorso in tilt: «Strutture al collasso»

Barelle sparpagliate in tutti gli angoli. Ecco il triste scenario di Chieri

Barelle sparpagliate in tutti gli angoli del pronto soccorso. Pazienti e familiari in attesa, nella speranza della dimissione o del passaggio in reparto.

Ma i posti letto dell’ospedale Maggiore non sono abbastanza per tutti: «Le strutture sono al collasso per colpa dei tagli e di una gestione regionale sbagliata», tuonano Riccardo Ruà e Rachele Sacco, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione “Adelina Graziani” contro la malasanità.

I due hanno visitato lo scorso giovedì pomeriggio il Dea ( Dipartimento d’e me rgenza e accettazione) dell’ospedale di piazza Pellico: « Abbiamo ricevuto delle segnalazioni e siamo andati a verificare con i nostri occhi la situazione – riferisce Rachele Sacco, che è anche consigliera comunale di Forza Italia e presidente del Comitato per l’ospedale a Chieri -. Abbiamo toccato con mano il tutto e parlato con pazienti, familiari e personale».

Il problema non riguarderebbe solo il Maggiore ma buona parte delle strutture ospedaliere sparse il Piemonte, a partire da quelli di Torino.

Infatti, a partire da gennaio, sono cominciate le polemiche sulla difficoltà di smaltire il grande afflusso di persone influenzate. E i problemi continuano anche ora: al San Luigi di Orbassano si sono vissuti due giorni difficili, con tutte le stanze piene, così lettini e sedie a rotelle sono stati sistemati anche nei corridoi scatenando le proteste dei familiari.

Ieri, dopo 158 passaggi in 24 ore, si sono registrati i primi migliorament.

«La questione è generalizzata ed è causata dall’organizzazione a livello centrale – continuano Sacco e Ruà -. I medici, così come i vertici d el l’Asl, fanno il massimo ma non possono neanche fare i miracoli: ci sono persone che passano quattro o cinque giorni nei corridoi dei pronti soccorso. Non si può continuare a ridurre l’attività sul territorio mentre la popolazione invecchia e si ammala. Bisogna investire sulle strutture esistenti e non fantasticare su opere future».

Sulla vicenda ribatte il direttore generale dell’Asl To5, Massimo Uberti, il quale ha ricordato che «l’influenza ha fatto raddoppiare gli ingressi ». L’emergenza sembra però essere passata: «Ora la situazione è in miglioramento ma non si è ancora stabilizzata: ci vuole un po’ a smaltire tutti i pazienti che nel frattempo si sono accumulati ma garantisco che nell’Asl non abbiamo mai lasciato fuori le ambulanze o terminato le barelle, come invece è avvenuto altrove ».

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