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Cronaca
Ieri 3 clandestini in ipotermia salvati a Claviere

Emergenza migranti: più di 500 passaggi lungo i sentieri alpini [FOTO]

L’assalto ai valichi montani da parte di disperati spesso si conclude in tragedia. Pochi ce la fanno, altri ritentano

Il sentiero che conduce alla libertà, che spesso si rivela una chimera, attraversa le Alpi. Solo nell’ultimo mese e mezzo si stimano più di cinquecento passaggi di migranti disperati verso la Francia e i Paesi del Nord dell’EuropaUomini, donne e anche bambini, arrivati con i barconi a Lampedusa o sulle spiagge e le scogliere del meridione italiano. Alcuni ce la fanno al primo tentativo (pochi), altri vengono respinti dai gendarmi francesi e allora vagano per giorni, alcuni per settimane nell’alta Val di Susa per poi ritentare di attraversare il confine, perché per loro il rimpatrio significherebbe la morte. Vengono ospitati in rifugi di fortuna, altri dormono nei boschi, qualcuno viene arrestato, altri ancora provano con l’autostop o salgono sui treni nascondendosi nei bagni o nei vagoni delle merci, ma la sorveglianza è attenta e quasi sempre vengono cacciati. Said è uno dei tre migranti che avevano intrapreso il sentiero della speranza e che ieri notte sono stati bloccati dal maltempo nella zona del Colletto Verde nel territorio di Claviere: «Ho rischiato di morire, ma non ho altra scelta – ha detto l’uomo di nazionalità maliana ai soccorritori -, appena potrò tenterò di nuovo di superare il confine, spero prima delle grandi nevicate». Said aveva solo un giubbotto e indossava le scarpe da ginnastica. Lui e i suoi compagni, un iracheno e cittadino della Mauritania, sono stati salvati dagli uomini del Soccorso Alpino e della Guardia di Finanza: «I migranti erano bagnati, con un principio di ipotermia, e si erano smarriti perché in zona pioveva e c’era una fitta nebbia». I soccorritori hanno fornito ai tre clandestini, abbigliamento asciutto e teli termici e li hanno riaccompagnati a piedi fino a Claviere dove sono stati consegnati ai volontari di un’ambulanza intorno alle 7 di ieri mattina. «Sono arrivato a Lampedusa su un gommone – ha aggiunto Said – poi sono stato accompagnato in un centro nel Sud Italia. Da lì non sono scappato, me ne sono andato e ho continuato il mio viaggio a tappe in treno. A Torino ho incontrato una persona che mi avrebbe portato, in auto o in furgone, in Francia, ma non avevo i soldi per pagare, così ho cercato di attraversare il confine a piedi». I tre migranti salvati dal Soccorso Alpino hanno 18,19 e vent’anni: «La mia vita non è qui – dice Said parlando i francese – e non vogliamo perdere quest’occasione. A Nord c’è qualcuno che mi aspetta, c’è un lavoro e la possibilità di ricominciare. Rischio la vita per poter rinascere un’altra volta».

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