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Cronaca
IL FATTO

EMERGENZA LAVORO. La strage silenziosa: in tre mesi 17 morti, oltre 9mila infortuni

Sindacati in piazza e sciopero di quattro ore nei cantieri. Rimandato a giugno il nuovo protocollo per la sicurezza
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Sembra avere un ritmo costante, come quello delle macchine o della “linea” in fabbrica, l’andamento delle denunce per infortunio sul lavoro in Piemonte, persino nei suoi più tragici risvolti. Così, quasi in linea con i 10.297 casi registrati dall’Inail nel primo trimestre 2020, sono stati 9.656 gli incidenti segnalati tra gennaio e marzo 2021. Almeno 17 con “esito mortale” a fronte dei 21 nello stesso periodo dell’anno precedente, come riportato dalle statistiche che attestano, ancora una volta, come la gran parte degli episodi interessino in particolare il comparto manifatturiero e edile. Ragion per cui, proprio ieri, Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil hanno riportato sotto le finestre della Prefettura le istanze dei manovali e delle maestranze ancora in attesa di definire il nuovo protocollo per la sicurezza nei cantieri. In attesa di rinnovo dal 2010, la firma dell’accordo era stata annunciata per lo scorso dicembre e si farà attendere fino a giugno.

«Basta morti sul lavoro», si legge sugli striscioni che hanno accompagnato la manifestazione in piazza Castello, con l’obiettivo di tornare a denunciare il fenomeno del “dumping” contrattuale che, specie in edilizia, rischia di nascondere «almeno un incidente su cinque» secondo Claudio Papa, segretario Feneal Uil. «Il problema in questi casi è che non vengono registrati come incidenti in cantiere perché il lavoratore non viene contrattualizzato come edile, specie se a tempo determinato – spiega Marco Bosio della Fillea Cgil -. Il nuovo protocollo dovrà prevedere l’obbligo dell’applicazione del contratto nazionale edile nelle aziende di settore, con formazione e prevenzione. Non si può più rimandare». Per Gerlando Castelli, segretario di Filca Cisl Torino e Canavese, «serve maggiore coordinamento tra la committenza e i coordinatori esterni delle sicurezza per prevenire gli infortuni». I nuovi parametri più restrittivi arriveranno, forse, con il mese di giugno ma nel frattempo i numeri continuano a correre. Solo a Torino, infatti, gli incidenti sono stati oltre 4mila da inizio anno. E anche per questo il settore, ieri, ha incrociato le braccia per quattro ore. «Speriamo che sia la volta buona – sottolineano Papa, Bosio e Castelli -. Perché è assolutamente inaccettabile nel 2021 non avere il diritto a svolgere la dovuta formazione preventiva in merito alle lavorazioni svolte con l’annesso rischio di farsi male o non tornare a casa dalle proprie famiglie».

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