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IL CASO La richiesta di Confesercenti a Comune e Regione

E’ stato di emergenza anche per i negozianti: «Dimezzate le tasse»

«In un anno 2mila disoccupati, ora un tavolo. Più imposte per e-commerce e supermercati»

Ci sono voluti 2mila posti di lavoro persi solo nell’ultimo anno per sedersi al tavolo delle trattative. Con migliaia di disoccupati e quasi 8mila negozi chiusi dal 2009 a oggi, Confesercenti annuncia che il tempo è scaduto e chiede a Comune e Regione che venga istituito lo stato di emergenza per il commercio.

«I numeri del commercio e la chiusura alla quale è stata costretta la libreria Paravia ci dicono – spiega il presidente Giancarlo Banchieri – che bisogna fare qualcosa subito. Da qui la necessità di uno strumento come un tavolo di crisi che coinvolga le istituzioni, le associazioni di categoria delle imprese e i sindacati dei lavoratori». Necessità supportata dai numeri, drammatici, che vengono dal mondo del piccolo commercio. «In media – spiegano da Confesercenti – ogni punto vendita occupa 2,4 addetti tra titolari e dipendenti: la perdita di 837 imprese del commercio nel 2019 a Torino e provincia ha dunque generato oltre 2mila disoccupati».

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