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RIVA DI CHIERI

Embraco, stop anche alla mensa. «Dentro la fabbrica non c’è nulla»

Chiara Appendino e i sindaci della zona ieri ai cancelli dello stabilimento

«E’ vero, dentro l’ex Embraco non c’è nulla». Alla fine lo dice anche Chiara Appendino, che ieri mattina è andata per la prima volta davanti ai cancelli dello stabilimento di Riva. Con la sindaca di Torino c’erano il vicepresidente della Regione, Fabio Carosso, tutti i sindaci della zona e i 409 lavoratori che da mesi restano sospesi.

Adesso non ce la fanno proprio più, anche perché da ieri è stata sospesa la mensa per i 280 che al momento sono in fabbrica: «Ma non ci sono le linee, non facciamo niente: chiediamo dignità» urla un operaio in direzione di Appendino. «No, vogliamo un posto di lavoro. Che fine sta facendo l’Italia?», si sfoga Daniele Simoni, tornato a legarsi alle recinzioni. Lo fa a rischio di ritorsioni da parte dei vertici della nuova azienda, Ventures: «Hanno messo in cassa integrazione tutti quelli che hanno osato parlare in televisione – denuncia un altro lavoratore, Roberto Brognano -. Siamo 50, mogli comprese».

E’ l’ultimo atto di una battaglia fra dipendenti e Ventures, che avrebbe dovuto far ripartire la produzione dopo l’addio di Embraco. Invece è rimasto tutto fermo nonostante un fondo di 20 milioni lasciato dall’azienda uscente: «Siamo preoccupati che qualcuno abbia approfittato di questa situazione» considera Giampiero Tolardo, sindaco di Nichelino.

Adesso operai e impiegati stanno cercando tutte le strade possibili per attirare l’attenzione e chiedere un intervento del Governo, visto che si avvicina la conclusione della cassa integrazione a luglio 2020. Venerdì sono andati alla Whirlpool di Milano, casa madre di Embraco, per pretendere un intervento dopo la mancata reindustrializzazione da parte di Ventures.

Ieri sono stati i sindaci del Chierese a far sentire la loro solidarietà ai lavoratori: «E’ indegno che soggetti privati facciano accordi con lo Stato e poi non li rispettino», riflette Appendino. Aggiunge il governatore Alberto Cirio con una nota: «Questa vicenda assurda va avanti da anni, eppure continuiamo a non avere informazioni certe. La convocazione del Tavolo di crisi è urgente e deve trovare una soluzione. Non possiamo accettare che queste famiglie continuino a essere prese in giro. Non lo permetteremo». Comunica Appendino dopo la visita nella fabbrica vuota: «Ho sentito la sottosegretaria Alessandra Todde – continua la sindaca – Il Tavolo al Ministero sarà nella settimana del 16. Io sarò presente e, magari col sostegno ufficiale di Regione e Città metropolitana».

Gli altri sindaci hanno confermato la promessa, anche se fra lavoratori e sindacati comincia a mancare la fiducia. C’è chi parla dell’ennesima passerella, chi ormai non crede più alle promesse. I delegati chiedono che siano coinvolte tutte le istituzioni e intanto continuano a lottare: oggi arriverà a Riva l’arcivescovo Cesare Nosiglia, domani i dipendenti andranno all’assessorato regionale al Lavoro.

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