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Cronaca
IL CASO

Embraco, sono arrivate le lettere: 406 operai in mezzo a una strada

I sindacati hanno già chiesto un incontro urgente al ministero per bloccare i licenziamenti
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Ora l’incubo è realtà: i lavoratori dell’ex Embraco di Riva presso Chieri hanno ricevuto le lettere di licenziamento. Una busta che era prevista ma che ha fatto comunque alzare la voce ai sindacati: «Chiediamo un incontro urgente col ministero per sbloccare la situazione e ritirare i licenziamenti», scrivono in un comunicato congiunto Uilm, Fiom, Uglm e Fim.

Ieri i 406 dipendenti dell’ex Embraco, oggi Ventures, hanno cominciato a ricevere le lettere di licenziamento, ultimo atto di una vertenza che dura da quattro anni. La data è per il 23 luglio, quando scadrà la cassa integrazione e i licenziamenti saranno effettivi. A meno di trovare altri ammortizzatori sociali: il ministero del Lavoro ha detto che Ventures potrebbe accedere alla “cassa Covid” ma il curatore fallimentare dell’azienda, Maurizio Gili, ritiene che non sia possibile: «Dopo questa incredibile decisione, non ha perso un attimo e ha inviato le lettere di licenziamento – critica Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in consiglio regionale – Ha approfittato del fatto che il Governo temporeggiava e cambiava idea in base al meteo».

L’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, e i sindacati hanno già scritto due volte al Governo per chiedere un intervento. Ma non hanno ottenuto risposta, così Fim, Uglm, Fiom e Uilm sono tornati alla carica ieri: «Abbiamo mandato l’ennesima lettera per chiedere un incontro urgente per trovare una soluzione e far ritirare i licenziamenti».

Il primo obiettivo è l’approvazione di un emendamento governativo al decreto legge Sostegni per consentire l’accesso alla cassa integrazione straordinaria senza oneri. Così i lavoratori potranno ottenere l’ammortizzatore per almeno altri sei mesi.

Nel frattempo dovrebbe partire il Italcomp, il progetto di fusione fra Ventures e l’Acc di Belluno per avviare il polo italiano del compressore. Peccato che non ci siano notizie neanche di quel progetto: «Il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, pensa di affidare il salvataggio a privati che hanno già chiarito che non sono interessati allo stabilimento di Riva di Chieri – attacca ancora Grimaldi – Sono soggetti che hanno mostrato in più occasioni di non avere nessuna considerazione per la responsabilità sociale delle imprese». Aggiungono i sindacati: «I lavoratori sono allo stremo. Nei prossimi giorni torneremo a manifestare per richiamare ad assumersi le proprie responsabilità tutti i soggetti coinvolti, a partire dal Governo Draghi».

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