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Cronaca
RIVA DI CHIERI

Embraco, ora è la fine: via ai licenziamenti

Fumata nera dall’ultimo incontro a Roma

Stavolta non ci sono più speranze per l’ex Embraco: «Il Governo ha messo la parola “fine”» taglia corto l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino.

È quanto emerso dalla videoconferenza di ieri con il ministero dello Sviluppo economico, cui hanno partecipato anche i sindacati e la curatela fallimentare di Ventures, la società subentrata a Embraco. Ora si aspetta solo il 22 gennaio, quando scatteranno i licenziamenti dei 377 lavoratori rimasti: «Speriamo che la curatela attivi subito la procedura e almeno non lasci queste persone senza retribuzione» guarda avanti Arcangelo Montemarano della Fim Cisl.

Di certo l’incontro di ieri ha chiuso ogni discorso sul rinnovo della cassa integrazione oltre il 22 e di ogni altra possibilità di reindustrializzazione, cui qualcuno continuava a sperare: «Ci aspettavamo almeno un po’ di respiro attraverso gli ammortizzatori sociali» commenta Ciro Marino della Uglm. Invece nulla: «La nostra richiesta di proroga della cassa è stata nuovamente respinta – sottolinea Ugo Biolognesi della Fiom – Alle nostre richieste di intervento, il ministero non ha dato risposte concrete». Non solo: «Dal ministero ci hanno confermato che non è mai esistito un piano “B” che potesse garantire una ripartenza» allarga ancora le braccia Chiorino. L’unica prospettiva sono licenziamenti e due anni di indennità di disoccupazione. La Regione garantisce almeno un piano di ricollocazione dei lavoratori: «Ho promesso che non li abbandoneremo e così sarà – è convinta l’assessore – Abbiamo un piano di politiche attive concordato con i sindacati: è già pronto e potrà partire da febbraio. Sono fiduciosa». I delegati sono meno ottimisti: «Ci aspettavamo di più, considerando l’età media molto alta dei lavoratori – riflette Montemarano – Così si scaricano le responsabilità sulla Regione e si utilizzano strumenti insufficienti». Aggiunge Vito Benevento della Uilm: «Servirà una task force per la ricollocazione, che dovrà seguire anche la vendita dell’immobile di Riva e rimborsare in qualche modo i lavoratori. Anche perché Whirlpool non si prende responsabilità e darà loro 7mila euro per chiudere la vicenda: un risarcimento irrisorio».

Chiorino chiude all’attacco: «Lo Stato non ha previsto nulla per supportare la Regione. Grazie alla cattiva gestione dei vari Governi, oggi ci ritroviamo un po’ tutti con il “cerino in mano”».

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