Lavoratori davanti ai cancelli dell'Embraco a Riva di Chieri
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L’assessore Gianna Pentenero e i sindacati a Roma per l’atto finale dell’intricata vicenda

Embraco, oggi la firma sull’accordo di programma: salvi tutti i posti di lavoro

I dipendenti saranno redistribuiti in altre società: 350 quelli che produrranno robot per un consorzio cino-israeliano

Oggi al Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico di Roma, è in programma la riunione decisiva con la firma sull’accordo di programma che dovrebbe sancire il lieto fine della vicenda Embraco, la società del gruppo Whirlpool che lo scorso ottobre ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Riva di Chieri, con 497 licenziamenti.

L’accordo prevede infatti la reindustrializzazione dell’area con il salvataggio di tutti i posti di lavoro: i dipendenti, infatti, saranno redistribuiti in altre società. Circa 350 dei 430 dipendenti (una settantina aveva infatti accettato gli incentivi Embraco per lasciare l’azienda) potrebbero infatti essere assunti da un gruppo cino-israeliano intenzionato a produrre robot per la pulizia di pannelli fotovoltaici e filtri per l’acqua.

Altri 40 andrebbero a una società torinese, l’Astelav, specializzata nella rigenerazione dei frigoriferi usati. Altri 40, infine, confluirebbero in una società di servizi. Alla firma a Roma saranno presenti i sindacati e l’assessore regionale al lavoro, Gianna Pentenero.

Non è annunciato, invece, il ministro Carlo Calenda, che pure si è battuto tanto per salvare i livelli occupazionali negli scorsi mesi, dando via a un fondo antidelocalizzazione con dotazione iniziale di 200 milioni di euro.

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