EmbracoW
Cronaca
Segnale di speranza dal Ministero dello Sviluppo economico

Embraco, licenziamenti congelati fino a fine 2018. I sindacati: “Guadagnato tempo”

Mancano però certezze sul futuro, bisogna lavorare sulla reindustrializzazione del sito

Il licenziamento dei lavoratori dello stabilimento Embraco di Riva di Chieri è “congelato”. Lo ha confermato il rappresentante della Fiom di Torino, Lino La Mendola, a Roma per l’incontro al ministero dello Sviluppo economico col ministro Carlo Calenda.

COPERTURA SALARIALE PIENA

“Abbiamo conferma sul congelamento delle lettere di licenziamento per il 2018 in attesa della reindustrializzazione”, ha detto La Mendola che ha specificato come “la copertura salariale dovrebbe essere piena per quest’anno”.

E DOPO?

Mancano, tuttavia, certezze per il futuro: “Ci aspettiamo che ci sia una soluzione anche dal 1 gennaio 2019, nessun lavoratore deve essere cacciato contro la sua volontà. In ogni caso noi i licenziamenti non li firmiamo”.

L’ASSEMBLEA AL SERMIG

Intanto al Sermig di Torino è in corso l’assemblea delle fabbriche metalmeccaniche torinesi. Presenti i lavoratori Embraco e i segretari di Fim, Fiom e Uilm. Nel corso dell’assemblea saranno definite le modalità dello sciopero generale indetto per il prossimo 13 marzo.

I DUBBI DI FIOM E UIL

Proprio da Torino il segretario generale Fiom, Federico Bellono, ha precisato: “Speriamo che per i lavoratori Embraco oggi sia una giornata positiva: per noi non ci possono essere licenziamenti né ora né a fine anno”. Sulla stessa falsariga il segretario Uil, Carmelo Barbagallo: “Non ci sarà un verbale di accordo perché hanno proposto il congelamento dei licenziamento, chiedendoci di accettarli al 30 novembre”.

IL PROGRAMMA

In gioco entrerà il fondo di reindustrializzazione del Cipe, mentre sarà attivato un altro fondo per evitare la delocalizzazione. “Il prolungamento del tempo è necessario per discutere e trovare una soluzione che consenta di salvare i posti di lavori e fare in modo che ci siano progetti non basati sul nulla”, ha aggiunto Barbagallo mentre Dario Basso, segretario generale Uilm ha spiegato che “rispetto al nulla assoluto, adesso abbiamo uno strumento che ci consente di accompagnare i lavoratori. Ora inizieremo a discutere su eventuali incentivi all’esodo”.

 

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