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Cronaca
RIVA DI CHIERI

Embraco, disperazione e rabbia «Da 4 anni chiediamo un lavoro»

Il 22 gennaio scadono gli ammortizzatori sociali: «Giorgetti ci riceva»

I lavoratori dell’ex Embraco non ce la fanno più: «Sono quattro anni che chiediamo solo di lavorare».

È l’urlo di dolore ripetuto ieri in piazza Castello a Torino, durante l’ennesima manifestazione sotto la sede della Prefettura. Ormai hanno perso le speranze anche i 391 “superstiti” dell’azienda di Riva presso Chieri: ieri erano meno di 50 a protestare, ormai stanchi di ripetere sempre le stesse frasi. E non sono mancati i momenti di tensione fra colleghi e verso i sindacati, accusati di non far sentire a sufficienza la voce dei lavoratori.

D’altronde sono passati quattro anni dai primi presidi davanti all’azienda: era il 26 ottobre 2017 quando la Whirlpool, casa madre di Embraco, aveva annunciato la chiusura dello stabilimento rivese.

Qualcuno ha preso gli incentivi per andarsene. Per gli altri è arrivato il “salvataggio” di Ventures, cui Whirlpool ha lasciato 13 milioni per avviare la reindustrializzazione. Ma la nuova azienda non è mai partita: per un anno non è arrivato neanche un macchinario e i lavoratori non hanno potuto fare altro che spazzare e dipingere le pareti. Fino al fallimento del 23 luglio 2020, con l’accusa di bancarotta fraudolenta per i vertici di Ventures: si sarebbero intascati parte dei soldi lasciati da Whirlpool.

Da allora i lavoratori sono appesi alla cassa integrazione, visto che è saltata pure la fusione fra ex Embraco e Acc di Belluno: è il cosiddetto “polo del compressore”, che non è mai decollato nonostante i grandi proclami di un anno fa.

Ora l’ultima scadenza degli ammortizzatori è dietro l’angolo, il 22 gennaio: cosa succederà dopo? «Ieri siamo saliti in Prefettura per ribadire la richiesta di incontrare con urgenza il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti – riportano i sindacati – L’obiettivo é sbloccare la vertenza e mettere a disposizione dei lavoratori il fondo istituito da Whirlpool per sostenere la reindustrializzazione dopo la chiusura dello stabilimento di Riva: ci sono ancora 9 milioni di euro».

I soldi potrebbero essere utilizzati per incentivare altre aziende ad assorbire i lavoratori? È quello che si chiedono sia i delegati che gli amministratori locali: alla manifestazione erano presenti il sindaco di Chieri, Alessandro Sicchiero, quello di Riva, Lodovico Gillio, e l’assessore Fiodor Verzola di Nichelino.

«Ci aspettavamo anche il nuovo sindaco di Torino, Stefano Lo Russo – commenta qualche lavoratore deluso – O almeno il suo assessore Gianna Pentenero».

È poi arrivata Elena Chiorino, incalzata dagli ex Embraco per ottenere un barlume di speranza: «In questo momento non posso darvi certezze – resta vaga l’assessore regionale al lavoro – Posso solo dirvi che stiamo cercando di capire se possiamo far partire delle politiche attive del lavoro».

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