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Cronaca
IL PUNTO

Embraco, Chiorino: “Serve capire se c’è volontà del Ministero di voler trovare soluzione”

Il messaggio dell’assessore regionale al lavoro nella conferenza stampa convocata in mattinata

“Abbiamo bisogno di capire se c’è una volontà politica da parte del Ministro del Lavoro nel voler trovare una soluzione per i lavoratori di Riva di Chieri: che si ribadiscano con i fatti le parole della scorsa settimana, non soltanto con dichiarazioni a mezzo stampa”. Questo il messaggio dell’assessore regionale al lavoro Elena Chiorino a chiusura della conferenza stampa convocata questa mattina in Regione per fare il punto sul caso dell’ex Embraco.

“Questa attitudine non fa altro che confermare i miei timori sulla volontà di rinviare il problema a data da destinarsi, senza rendersi conto che il tempo sia quasi esaurito, soprattutto per le famiglie piemontesi”, ha aggiunto la Chiorino.

Presenti i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom, Uilm e Uglm che si sono alternati al tavolo con l’assessore per ribadire l’importanza di trovare una soluzione in grado di tutelare i lavoratori di Riva di Chieri. “Lunedì abbiamo scritto una lettera con i sindacati indirizzata al ministro Orlando per richiedere, con la massima urgenza, di verificare l’utilizzo di ammortizzatori sociali applicabili al contesto e garantire la copertura finanziaria ai lavoratori dal 23 luglio. Non ricevendo alcun riscontro, giovedì scorso abbiamo inviato ulteriore sollecito. Ora più che mai è indispensabile che Ministero del Lavoro e Inps si siedano allo stesso tavolo per trovare quella ‘formula fiscale’ che tuteli i lavoratori fintanto che il progetto Italcomp non riesca a decollare. Senza un intervento “ad hoc” del ministero l’INPS  non può attivare alcuna l’istruttoria”.

L’assessore al lavoro, in concomitanza della festività del 1° maggio, ha voluto rilanciare l’appello nella speranza di ricevere un riscontro tempestivo. “E’ evidente che il progetto Italcomp sia valido, lo dimostra l’interesse di uno e più gruppi stranieri, ma non dobbiamo permettere che un colosso straniero – come nel caso della NIDEC, giapponese di proprietà, leader mondiale nella componentistica elettrica ed elettronica – ci privi di un progetto di rilancio industriale, coerente con le competenze storiche dello stabilimento di Embraco: l’esperienza ci insegna – ha sottolineato l’assessore – che le riqualificazioni e le riconversioni industriali funzionano, soprattutto quando recuperano e valorizzano le competenze di prodotto di un sito. E il progetto Italcomp intercetta questa congenialità d’esperienza”.

E’ necessario più che mai fare in fretta: “Rinnovo un appello anche agli istituti di credito che in passato abbiamo più volte sollecitato: come Regione noi crediamo in questo progetto che si declina in un piano che, in questo particolare momento, permetterebbe di dare respiro ad una realtà industriale in grado, con le giuste garanzie, di fare da volano allo sviluppo di un settore economico strategico per il nostro Paese”.

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