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Cronaca
I RETROSCENA

Elicotteri pronti ad abbattere i droni: la sicurezza nei cieli per il summit

I mezzi in volo partiti da Malpensa e Volpiano hanno perlustrato l’area in un raggio di 80 chilometri

La sicurezza viene dal cielo. Mai come in questi due giorni di vertice dei ministri degli Esteri europei, essa è stata garantita attraverso i controlli degli elicotteri di polizia e carabinieri. Impegnati nell’osservazione dall’alto di ciò che avviene a terra, ma anche, attraverso apparecchiature di nuova generazione, nell’intercettare i pericoli che possono giungere dal cielo e che potrebbero sfuggire ai radar: i droni. Il piano di sicurezza aerea attorno alla Reggia di Venaria e alla città di Torino, ha avuto un raggio di 80 chilometri e 4 elicotteri (3 della polizia e 1 dei carabinieri) hanno garantito «un presidio 24 ore su 24». E’ noto che in Piemonte non vi è un reparto di elicotteristi della Polizia di Stato, pertanto i mezzi (come del resto avviene sempre in caso di necessità) sono stati reperiti dal nucleo lombardo (che dipende dalla questura di Milano), che ha sede nei pressi di Malpensa e che ha competenza anche sulla Valle d’Aosta. Gli elicotteri, però, in questo frangente, hanno usato come scalo fisso la pista e gli hangar dei carabinieri elicotteristi di Volpiano. Infatti la polizia può contare su un numero di 11 reparti in tutto il Paese (oltre a Malpensa, Pratica di Mare, Bologna, Palermo, Reggio Calabria, Napoli, Oristano, Firenze, Bari, Venezia e Pescara). Manca Torino, ma anche Roma, entrambe affidate ai carabinieri dell’Arma che possono contare su 16 nuclei in tutta Italia. Ma il numero degli elicotteri della polizia, 96, è di gran lunga superiore a quello dei carabinieri che è di 32. Il servizio sul Piemonte di questi giorni è stato fornito da elicotteri Agusta (i Bell 206, e 212 e gli AW 109 in dotazione della polizia e i Bell 412 dei carabinieri). La differenza tra gli elicotteri degli uni e degli altri, è nelle dimensioni (minori quelli della polizia) e nella duttilità: i primi sono stati concepiti come strumenti di osservazione e trasporto, mentre gli elicotteri dei carabinieri, in caso di necessità, possono essere trasformati in mezzi aerei da combattimento. Per fortuna in questi due giorni non c’è stata alcuna necessità di farlo: «Nessun pericolo è stato avvistato nei cieli», spiegano dal comando. La presenza degli elicotteri, però, è stata strategica per l’osservazione a terra, «anche in considerazione degli spostamenti delle “personalità”». Pur non possedendo “mezzi proprii”, la questura di Torino è stata però, attraverso la nuove sofisticatissima sala radio, il centro di comando di tutte le operazioni, collegata con lo Stato Maggiore delle Forze Armate e con le polizie dei Paesi europei.

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