Capitol hill building in the morning with colorful cloud , Washington DC.
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Effetto sciamano

Jacob Chansley, lo “sciamano” americano arrestato per aver partecipato all’irruzione in Campidoglio il 6 gennaio scorso, è stato condannato a 3 anni e 5 mesi di carcere. In realtà non ha fatto nulla se non entrare nell’edificio. Però era a petto nudo, con un copricapo di pelliccia, la faccia dipinta di rosso e blu, e due grosse corna da sciamano in testa. Armato di una lancia con appesa la bandiera Usa, è stato visto più volte parlare con calma ai funzionari della sicurezza e – secondo i testimoni – sarebbe stato lui a convincere i rivoltosi ad abbandonare il Congresso. Perché allora hanno stangato lui? Perché con la sua diversità era diventato un simbolo. Mi è venuto in mente il dialogo di un film sul Vietnam. Una pattuglia di marines sta perlustrando la foresta. Fa un caldo porco, e uno di loro si toglie la camicia. “Rimettila s ub it o” gli sibila un commilitone. “Perché?”. “Immagina di essere un cecchino vietcong appostato su un albero. Sotto di te passa un gruppo di nemici in fila indiana, di cui uno solo a torso nudo. Tu sai di avere un colpo solo prima che ti scoprano. Secondo te chi prendi di mira?”. Ecco, l’effetto sciamano è quello. Il poeta torinese Carlo Tenivelli era un uomo mite che abitava a Moncalieri. Lì nel 1797 scoppiò una rivolta popolare per il pane. I ribelli lo prelevarono in casa sua e lo spinsero recalcitrante su un terrazzo della piazza perché parlasse (era l’unico in grado di esprimersi in italiano corretto) alla folla. Lui, nel frastuono generale, se la cavò con poche generiche parole sulla libertà e la giustizia. Poco dopo i soldati sabaudi irruppero in città e ripristinarono l’o rdine, ma qualcuno doveva pagare. E chi finì fucilato? Effetto sciamano.

collino@cronacaqui.it

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