Covid
Il Borghese

Effetti avversi e sbruffoni

Se pensi che una cosa possa andare male, allora andrà male. È una brutta semplificazione quella che sto facendo, ma è ciò che ho pensato leggendo la notizia dello studio dell’università di Torino sull’effetto “nocebo” riguardo i vaccini. Per intenderci: il nocebo è il contrario del placebo, ossia come quest’ultimo si basa su un effetto psicologico, vale a dire la fiducia nella terapia che si è convinti di assumere arrivando a mostrarne i benefici anche in assenza dei principi attivi farmacologici.

Nel nostro caso, però, è la sfiducia a causare i problemi, nello specifico alcuni dei cosiddetti eventi avversi della vaccinazione: il dolore al braccio dell’iniezione l’ansia che porta a tachicardia, la febbre, il mal di desta, possibile che possano essere originati dalla paura? Possibilissimo, a quanto pare. E per quanto riguarda la paura – detto da chi teme ogni ago, ogni singola iniezione – telegiornali, social, “cuggini bene informati”, invasati no vax, politici in cerca di facile consenso hanno la loro parte di responsabilità e non è certo piccola.

Non solo per le cose dette, ma per i toni: questo è il punto cruciale, il fatto che le avvertenze o le insidie non vengano spiegate ma solo urlate, sia da chi ne cavalca l’effetto orrorifico sia da chi le bolla come suggestioni. Manca la pacatezza, la riflessione, e dire che in quasi due anni di pandemia e lockdown a intermittenza di tempo per pensare dovremmo averne avuto in abbondanza…

In ogni caso, una piccola avvertenza, per chi crede che se vale l’effetto nocebo allora sia valido anche il suo contrario e che basti fare gli sbruffoni con il virus, negandone l’esistenza o gli effetti letali: il Covid non legge i bugiardini.

andrea.monticone@cronacaqui.it

 

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo