Abusivi
Cronaca
Lungo Stura Lazio

Ecco torri faro e telecamere per arginare rifiuti e abusivi

Il progetto di Iveco Security in collaborazione con la Circoscrizione 6

Per anni è stata terra di conquista dei furbetti dallo scarico facile. Tra automobili abbandonate e macerie edili, in lungo Stura Lazio – a ridosso dell’ex campo rom oggi chiuso – sono comparse vere e proprie montagne di spazzatura. Una vergogna a cui Iveco Security, in concertazione con la Circoscrizione 6, ha posto l’inizio della parola fine nei giorni scorsi. Installando la prima torre faro, con tanto di telecamere, che avrà il compito di tenere a bada gli incivili. «Perché ora – raccontano gli autori dell’iniziativa -, non scherziamo più e chi sgarra verrà punito». Sia le aziende che vengono qui a scaricare di proposito, sia le persone (abusivi e non) che nella zona ci bazzicano tutti i giorni. Dai coltivatori degli orti fino alle famiglie che hanno trovato asilo lungo le sponde, creando una sorta di nuovo campo rom abusivo.

L’intervento

Intanto qualche risultato si può già ammirare transitando lungo il parcheggio che costeggia lo stradone davanti all’azienda Iveco. I rifiuti, in prossimità di viale Puglia, sono spariti e il terreno sembra quasi sul punto di risplendere. Come non accadeva da molto tempo. «Un intervento importante, ma non concluso – raccontano da Iveco Security -. Continueremo a pulire anche le sponde con i ragni e collocheremo, in futuro, dei new jersey per impedire nuovi scarichi in futuro».

I nuovi abusivi

Normale che, vista la zona, sia tenuta sott’occhio anche l’area trasformata in rifugio di fortuna per alcuni nomadi. Ex orti urbani venduti (si vocifera) ad alcuni abitanti dei campi sgomberati dalla gestione Pd, prima, e 5 Stelle, dopo. «Siamo contenti, per il lavoro portato a termine – raccontano il presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, e la coordinatrice all’Ambiente, Giulia Zaccaro -. La nostra lotta al ripristino della legalità in lungo Stura Lazio prosegue e sarà nostro compito fare il possibile anche per salvaguardare le sponde ed evitare nuove occupazioni abusive». Quelle già presenti, intanto, continuano a essere monitorate dalle forze dell’ordine.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo