Mostra
Cultura
MOSTRA D’AUTUNNO

Ecco “Suonare forte”, le foto di Lisetta Carmi alle “Gallerie d’Italia”

Il calendario autunnale nel nuovo museo si apre proprio con la prima grande esposizione di una delle personalità più interessanti del panorama nazionale, morta a 98 anni

«Ero la terza figlia dopo due fratelli maschi e per un periodo non ho capito bene se ero maschio o femmina, sono stati proprio i travestiti del vecchio Ghetto di Genova che ho fotografato che mi hanno fatto capire che non esistono uomini o donne, ma solo essere umani». Così Lisetta Carmi a proposito del suo progetto sui “Travestiti”, diventato anche un libro, che le diede fama indiscussa. Alla trasgressiva, ribelle, anticonformista, eclettica fotografa genovese, scomparsa nel luglio scorso all’età di 98 anni, a Lisetta Carmi è dedicata la mostra che si inaugurerà il 22 settembre alle Gallerie d’Italia.

Il calendario autunnale nel nuovo museo della fotografia di piazza San Carlo si apre dunque con la prima grande mostra monografica di una delle personalità più interessanti del panorama nazionale di questo genere artistico. Con la curatela di Giovanni Battista Martini, curatore dell’archivio della fotografa, e con un contributo video creato per l’occasione da Alice Rohrwacher, la rassegna rimarrà allestita fino al 22 gennaio del prossimo anno. L’iniziativa si colloca nell’ambito di un progetto di grande respiro, intitolato “La Grande Fotografia Italiana” e affidato a Roberto Koch, che si propone di dare spazio ai maestri della fotografia italiana del Novecento attraverso una serie di mostre dedicate. E questa di Lisetta è la prima in programma.

“Suonare forte”, come recita il titolo, si riferisce alla prima professione dell’artista, quella di concertista, professione che abbandonò del tutto per dedicarsi interamente alla fotografia, attività che Lisetta, donna senza mezze misure, a sua volta abbandonò folgorata sulla via della meditazione. Con il nuovo nome di Janki Rami comprò un trullo a Cisternino in Puglia, dove visse per quasi cinquant’anni, e lo trasformò in un luogo della spiritualità.

Tra gli anni Sessanta e Ottanta, invece, con la sua Leica viaggiò in tutto il mondo immortalando nei suoi scatti i “dimenticati”, le persone transgender, i contadini dell’Afghanistan, del Pakistan dell’India, la vita dei Provos in Olanda, ma anche scrittori, artisti, intellettuali, poeti. Famosi i suoi ritratti di Ezra Pound. Suddivisa in otto sezioni, di cui due incentrate sulla musica con l’ascolto di i brani musicali di Luigi Nono e Luigi Dallapiccola, la rassegna torinese propone una selezione di 150 immagini significative del suo lavoro. A corollario della rassegna anche una serie di incontri con accesso gratuito, in programma il mercoledì alle 18,30, per approfondire i temi della mostra.

E il 12 ottobre attesa con la grande mostra autunnale “Gregory Crewdson. Eveningside” dedicata al fotografo americano maestro della staged photography, mentre oggi ingresso gratuito per visitare le mostre di Paolo Pellegrini e dell’archivio Publifoto.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo