cirio voto urna gn
Politica
Commenti e sensazioni dai seggi

Ecco la Torino che vota: dai giovani “Fridays” ai cittadini più illustri

Lo Russo guarda ai rapporti con il nuovo governo. E Appendino ripensa alla candidatura “mancata”

Ex sindaci, personaggi di spicco della politica torinese e giovanissimi. E poi lui, il primo cittadino. Alla scuola Montale di via Ada Negri, a Santa Rita, c’è in coda anche un rampante Stefano Lo Russo. Arriva alle 11.30 ma deve attendere 20 minuti prima di poter entrare nel seggio perché l’affluenza, almeno lì, è molto alta. «Come amministrazione – spiega Lo Russo -, lavoreremo con qualunque governo uscirà da questa consultazione elettorale, nell’interesse esclusivo di Torino e dei tanti progetti che abbiamo avviato in questi mesi e che porteremo avanti in futuro».

Alle 11 in punto, così come aveva annunciato, Evelina Christillin si è presentata al seggio allestito alla scuola elementare San Giacomo in strada San Vincenzo. Con passo veloce, la presidente della Fondazione Museo Egizio è entrata nella sezione dove era registrata e ha adempiuto alle operazioni di voto. Un voto che Christillin averebbe voluto evitare, «perché – ha detto – ritengo che il governo di Mario Draghi avrebbe dovuto rimanere in carica fino a scadenza naturale. Ho molta stima del presidente e approvo il suo operato. Il momento è difficile, delicato e il nostro Paese ha la necessità di una guida competente e prestigiosa, specialmente nei confronti degli stati esteri. Però si vota e io non posso rinunciare al principale diritto – dovere degli italiani. Vedremo – aggiunge accomiatandosi – cosa accadrà dopo lo spoglio delle schede…».

Attorno all’ora di pranzo, invece, tocca a Valentino Castellani. Già sindaco di Torino dal 1993 al 2001 con una coalizione formata da Pds, Verdi e i “civici” di Alleanza per Torino, per nulla al mondo avrebbe rinunciato all’appuntamento con le urne. «Da quando voto e ho memoria si è detto di tutte le campagne elettorali “questa è la peggiore” ma non credo sia così» afferma prima di mostrare la tessera e i documenti al presidente di seggio. «Questa volta la scelta, però, sembra davvero orientata solo tra due modelli completamente opposti tra di loro: uno che si riconosce nell’Europa di Visegrand e un altro che crede nei valori dell’Ue. Mi sembra ovvio da che parta stare…» sottolinea con un sorriso prima di entrare in una delle cabine della scuola elementare intitolata ad Altiero Spinelli che, nemmeno a farlo apposta, viene considerato uno dei padri dell’Ue.

Chiara Appendino arriva al seggio, alla scuola Pacinotti in via Le Chiuse, con una “scorta” d’eccezione: il marito Marco e il piccolo Andrea, nato 11 mesi fa. L’ex sindaca subito non vorrebbe parlare, poi davanti a un caffè si lascia andare e diventa un po’ nostalgica: «Essere in corsa per il Parlamento è emozionante – sorride – ma fare il sindaco è un’altra cosa. È un ruolo più emozionante, perché consente di avere un rapporto diretto con la gente, un aspetto che io ho sempre coltivato anche solo andando ogni settimana in un mercato diverso».

A dimostrarlo, le persone che la vedono e si fermano per un selfie o anche solo per salutarla. «Avrei voluto provare a fare il bis – spiega – ma non ho potuto perché aspettavo l’assoluzione». Ora la attende una nuova avventura ma non un trasloco: «Non mi trasferirò a Roma – anticipa -, farò la pendolare. E anche la mia famiglia resterà qui. Non voglio perdere il contatto con il territorio, una cosa che nei palazzi romani si rischia di smarrire». Guarda al voto con entusiasmo e nessun cinismo negli occhi Luca Sardo, il giovane portavoce torinese dei Fridays For Future. Scesi in piazza due giorni prima del voto, i Fridays hanno a più riprese chiesto alla politica di essere ascoltati. «Crediamo che votare sia importantissimo» spiega Sardo entrando nel seggio. Poco distante, lo accompagna la madre, anche lei con la scheda in mano. «Quasi tutti i nostri attivisti voteranno – racconta ancora Sardo -. Per alcuni sarà la prima volta e l’emozione è comprensibile». Nonostante una certa delusione nei confronti della politica, i Fridays votano. «Nessun partito ci rappresenta a pieno – precisa il giovane attivista -, ma dire che sono tutti uguali sarebbe sbagliato. Una scelta va fatta». Scelgono di scegliere anche la presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa e Giancarlo Banchieri, numero uno di Confesercenti Torino e provincia. La festa del voto si consuma serena anche a Moncalieri. «Non sono un medico, ma sento il polso della situazione e mi pare molto positivo» scherza Fabrizio Comba di Fratelli d’Italia a poche ore dallo spoglio. Invece il governatore Alberto Cirio vota ad Alba e sceglie di mantenere il “silenzio” fino alla chiusura delle urne. «Con le emergenze di questi anni, la pandemia, la guerra e il caro energia – spiega – ci siamo accorti di quanto sia importante avere un collegamento con Roma, con chi ci rappresenta. Ed è per questo che il voto di domenica è importante».

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo