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Ecco la Castiglia di Saluzzo, prima simbolo, poi prigione

Era il centro del marchesato attivo tra Torinese e Cuneese

C’era una volta in Piemonte uno stato sovrano che non c’è più; stiamo parlando del marchesato di Saluzzo, piccola signoria che conservò la propria indipendenza dal 1142 al 1548. A farne parte era una porzione dell’attuale provincia di Cuneo insieme ad alcuni comuni del Torinese, tra i quali Carmagnola, dove si trovava la zecca dei marchesi di Saluzzo. Il simbolo del potere marchionale era la Castiglia, una massiccia e tozza fortezza che sovrastava la capitale del marchesato, da pochi anni oggetto di un interessante lavoro di restauro e di valorizzazione. A dirla tutta, la Castiglia non sembra davvero un palazzo signorile: ha più l’aspetto di un maniero. Effettivamente, Saluzzo era una piccola capitale ma doveva essere difesa; in questo caso, i nemici più vicini erano i Savoia ed ecco giustificato il motivo di questa fortezza dall’aspetto ben poco fiabesco. Ma purtroppo c’è un altro motivo che giustifica l’aspetto esteriore della Castiglia: infatti, questo complesso ha perso nel corso degli anni gran parte del suo fascino antico, perché continui interventi di modificazione ne hanno completamente travolto la struttura originaria. Il momento più fortunato della Castiglia si ebbe sotto il governo del marchese Ludovico II, nella seconda metà del Quattrocento, che volle fare di Saluzzo una città d’arte e che rese il suo palazzo una dimora di lusso, come i grandi castelli italiani del Rinascimento. È al periodo di Ludovico II che risale il torrione circolare che è un po’ il simbolo della Castiglia e, di riflesso, della città di Saluzzo. Purtroppo, nella seconda metà del Cinquecento le cose per il marchesato volsero al peggio: fu invaso dai francesi e perse la sua indipendenza del tutto. Nel 1601 passò ai Savoia e da quel momento la storia di Saluzzo andò di pari passo con quella della futura dinastia reale d’Italia. In quel periodo, il valore difensivo della Castiglia era venuto meno: il vecchio palazzo non poteva più reggere un assedio condotto con le moderne artiglierie. Così, fu adibito prima a sede del governatore della città e poi a caserma. Con il passare degli anni, fu infine trasformato in una prigione: nel 1825 l’antico maniero aprì le sue porte ai galeotti e fu totalmente ripensato per questo nuovo scopo. Sic transit gloria mundi, avrebbero detto gli antichi: da sede del potere a carcere. L’edificio simbolo della città di Saluzzo fu, per molto tempo, una prigione dalla quale furono asportati tutti gli oggetti di pregio e anche gli affreschi; solo alcuni di essi si salvarono. Oggi, la Castiglia offre due percorsi di visita: uno ricorda i tristi anni nei quali fu uno dei più grandi carceri piemontesi, permettendo la visita alle prigioni. L’altro, celebra la civiltà medievale che permise la costruzione di questo imponente edificio. Va ricordato che Saluzzo fu un importante e vitale centro di produzione artistica e letteraria nel Basso Medioevo: i suoi marchesi furono munifici protettori delle arti, desiderosi di non sfigurare in un’Italia che era all’epoca il centro del mondo occidentale.

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