parco meisino rendering
Cronaca
CIRCOSCRIZIONE 7

Ecco come sarà il nuovo Meisino. Ma in 2mila dicono no ai cantieri

Duramente contestato il progetto della cittadella sportiva

Arrampicata, ciclocross, nuova passerella e percorsi didattici. Potrebbero essere queste le basi della futura “Cittadella dello sport” del Meisino, raccontate nel corso di una seduta convocata in Circoscrizione 7 dall’assessore allo Sport Mimmo Carretta. Duramente contestato dai cittadini per quel progetto da 11 milioni di euro che vuole fare del Parco del Meisino una «palestra all’aperto». Del suo discorso, alla sala non sono piaciuti i continui riferimenti al «degrado» in cui verserebbero l’ex galoppatoio e le altre aree incluse nella riqualificazione finanziata con i fondi del Pnrr. All’inizio l’esponente di Palazzo civico aveva assicurato un «non ci sarà nessun muro contro muro», una promessa smentita almeno in parte dal tempismo con cui la Giunta ha approvato il progetto definitivo e incaricato la stazione appaltante (Sport e Salute, la spa che gestisce i fondi pubblici per lo sport italiano, ex Coni servizi) con uno stanziamento da 71mila euro.

Segno, piuttosto, che si vuole procedere senza intoppi. «Il Regolamento sul Decentramento impone di chiedere il parere preventivo delle Circoscrizioni e nella delibera non viene menzionato», ha fatto notare Maria Tricarico del comitato spontaneo Borgata rosa-Sassi. Per gli abitanti le priorità sono altre: manutenzioni per evitare gli allagamenti, messa in sicurezza dell’argine, salvaguardia della vocazione agricola di un’area dichiarata “a protezione speciale” ai sensi della normativa Ue. «Si spendono 11 milioni in opere inutili, mentre la borgata è tra le più esposte al dissesto idrogeologico e rimane isolata durante le piene del Po», è il refrain che torna in quasi tutti gli interventi.

Alla “riqualificazione” si oppongono non solo abitanti del quartiere e frequentatori del parco, ma anche esponenti di associazioni ambientaliste, tecnici, ex funzionari del Comune e della Città Metropolitana, ex politici. A prender parola il presidente di Pro Natura Emilio Soave, l’ex presidente della Circoscrizione Piero Ramasso, e l’ex consigliera del Movimento 5 Stelle Stefania Bessone. «Per trent’anni abbiamo convinto la gente che quella zona andava riportata alle condizioni naturali, ora facciamo il contrario», ha dichiarato Bessone. L’ex politico ha criticato anche la passerella ciclo-pedonale pensata per mettere in comunicazione le due parti del parco: «È un progetto vecchio di 20 anni: già allora dicemmo no. Forse questa logica gratifica i progettisti, ma è come buttare via 1 milione di euro», ha commentato. La petizione lanciata su Change.org per chiedere all’Amministrazione di rinunciare al progetto e allocare le risorse altrove ha già superato quota 2mila firme.

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