Foto di repertorio (Depositphotos)
Cronaca
IL CASO

Ecco altre due strutture di accoglienza: «Un aiuto per i senzatetto della città»

Via Bologna e via Giolitti si aggiungeranno al punto emergenziale di via Traves. Emergenza in periferia

L’amministrazione della Città di Torino «sta incrementando le opportunità di accoglienza straordinaria». Ad annunciarlo l’assessore alla Politiche Sociali, Jacopo Rosatelli, durante l’ultima seduta pre natalizia del consiglio comunale. Si tratta delle strutture di via Bologna e via Giolitti, che si aggiungeranno al punto emergenziale di via Traves 15. In questo periodo invernale, dove le temperature iniziano ad andare sotto lo zero e dormire all’addiaccio è un rischio per la salute, Torino ha attivato un piano invernale di accoglienza dedicato agli homeless. Oltre al centro di via Traves 15, che conta una settantina di posti letto, in piazzale Croce Rossa Italiana 185/A (a due passi dal Regio Parco) è aperta una struttura di 30 posti messa a disposizione dalla Fondazione Mamre onlus. I servizi diurni e notturni, attivi 24 su 24, «contattano con continuità le persone – ha spiegato Rosatelli – al fine di convincerle a fare ricorso alle strutture di accoglienza». «Particolare attenzione è rivolta alle vie porticate del centro», sottolinea l’assessore, ma si interviene su tutto il territorio «con un’equipe specialistica composta da operatori dei servizi sociali, di Amiat e della polizia municipale». Un lavoro di controllo e di assistenza non è sufficiente secondo il consigliere di Torino Bellissima Pierlucio Firrao, che con un’interpellanza ha interrogato Rosatelli sulla situazione dei portici di via Viotti e via Roma. Qui, nelle ore serali, si incontrano senza molta difficoltà vari clochard, che hanno fatto loro lo spazzo davanti alle serrande di alcuni ex locali commerciali. «La città non è in grado di recuperare le persone e aiutarle» ha osservato Firrao. A ogni sgombero operato dalle forze dell’ordine, spesso, si contrappone nel giro di pochi giorni una nuova occupazione. «La sensazione che ci sia un’organizzazione criminale dietro questi clochard è forte – ha concluso il consigliere – e ci si chiede come si possa risolvere questa situazione». Un problema, quello di salottini e dormitori, che da tempo interessa anche la periferia nord, in primis Barriera di Milano e Aurora dove i giardini e i portici – in inverno – vengono adottati e trasformati in rifugi di fortuna temporanei. E’ il caso, noto ai più, del Madre Teresa di Calcutta. Con accampamenti sotto gli alberi, a due passi dalle case. Stesso copione in corso Emilia angolo corso Giulio Cesare, dove la riqualificazione portata dalla palestra McFit ha allontanato solo per un breve periodo gli “invisibili”, e ai giardini Saragat. Drammatica è anche la situazione del portico di via Leoncavallo, nonostante i ripetuti appelli dei cittadini di Barriera e della Circoscrizione 6. Capitolo a parte meritano le occupazioni delle vecchie fabbriche (come la Gondrand o la Carlin), diventate l’avamposto di chi ha perso ogni speranza. Senza dimenticare le ex Grandi Motori, interessate sì da un faraonico progetto di rilancio ma pur sempre attenzionate da clandestini e disperati.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo