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L’EDITORIALE

Eccezionalmente aperti

Che cosa direste se i Tg festivi parlassero di “quotidiani eccezionalmente presenti nelle edicole?” Restereste basiti. E’ normale che i giornali siano nelle edicole, che la domenica mattina aprono apposta per venderli, come è normale che noi giornalisti siamo in redazione il sabato per scriverli mentre gli altri si divertono. Idem la domenica per l’edizione del lunedì. Perché, allora, in questi giorni i Tg sottolineavano l’apertura “eccezionale” dei musei?

Che essi siano aperti nei giorni festivi lo trovo normale, anzi, fisiologico. E’ proprio nei giorni festivi che i turisti hanno il tempo, l’opportunità e il desiderio di visitarli. E noi invece, a gente che ha fatto migliaia di chilometri per vederli, li facciamo trovare chiusi. Nei giorni festivi si riversa nelle città italiane quella che, dopo la crisi irreversibile della manifattura, è la prima risorsa economica italiana: il turismo. E noi non solo gli facciamo trovare chiusi i musei, ma anche i ristoranti e i bar.

A quando i treni fermi? Dovremmo ringraziare Dio ogni giorno se questo nostro povero paese slabbrato dall’incuria, deturpato dall’immondizia, sconciato dagli abusi edilizi, offeso dai ritardi e dai disservizi, attrae ancora milioni di turisti. Eppure diciamo, loro “se è festa, accontentatevi del paesaggio”.

Oltre ai musei, neghiamo loro persino la cucina tipica, vanto e risorsa della nostra asmatica economia. Poi magari, in totale contraddizione, apriamo di domenica i supermarket. Chi ha deciso il dedicare il week end per raggiungere l’Italia da chissà dove deve trovare aperti non solo musei, ma anche chiese, palazzi, regge, pinacoteche, bar e ristoranti. “Eccezionalmente aperti”? Ma andé a catéve ‘n cassul!

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