amianto acqua
Cronaca
IVREA

E’ tornata l’acqua nel naviglio: coperta la discarica d’amianto

Quando il canale era in secca il Comune aveva catalogato ma non rimosso i rifiuti

L’acqua scorre sui rifiuti della discarica abusiva del Naviglio di Ivrea. I dubbi in merito erano pochi, ma anche quest’anno il mese di secca si è concluso il 22 marzo con un nulla di fatto. Resteranno lì almeno altri 12 mesi. E, come accade tutti gli anni, altri rifiuti si aggiungeranno alle slot machine, alle carcasse di automobili, ai pannelli di chiara origine edilizia. La differenza con lo scorso anno è che stavolta, il Comune li ha classificati. E ha scritto una relazione dettagliata, diretta ad Arpa Piemonte e al Servizio igiene sanità pubblica (Sisp) dell’Asl/To4 in cui elenca i tipi di rifiuti. C’è l’amianto nel Naviglio di Ivrea, sotto forma di «materiali edili contenenti amianto legato in matrici cementizie o resinoidi», come è scritto nella relazione. Poi, di tutto: rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione, imballaggi in plastica, imballaggi in metallo, imballaggi in legno. Persino apparecchiature fuori uso contenenti composti chimici dal nome poco rassicurante: Clorofluorocarburi (Cfc), ritenuti responsabili del buco dell’ozono, di cui in Italia è stata vietata la commercializzazione e la produzione. Spiccano anche gli pneumatici usati trovati: circa duecento. Lo smaltimento degli pneumatici usati, in Italia, è permesso solo al gommista che contatta l’azienda comunale dei rifiuti per concordarne le modalità, con un contributo a carico del cliente. Durante l’anno passato, gli uffici comunali hanno fatto passi in avanti per arrivare a un accordo con Coutenza Canali Cavour. È stato mancato, però, l’obiettivo di trovare una quadra prima che finisse l’asciutta, per provvedere almeno a una prima pulizia simbolica. «L’abbassamento del livello dell’acqua – aveva spiegato il sindaco Stefano Sertoli lo scorso anno – ha fatto emergere una situazione veramente grave».

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