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ORBASSANO

“E’ paralizzato ma deve firmare”. Una mamma sfida la burocrazia

Il 18enne è immobilizzato a letto e non può muovere neppure le mani

Immobilizzato a letto per la malattia che lo ha colpito fin da bambino, ora che è diventato maggiorenne se non firma di suo pugno non potrà permettere alla madre di essere sua tutrice legale e, passo successivo, sottoscrivere i documenti per prendere la pensione di invalidità. E per ottenere la nomina a tutrice, la donna sta lottando con la burocrazia italiana. Stefania Bertolino è una mamma-coraggio. Da quando ha scoperto che il suo bimbo, Ismaele, era affetto dalla distrofia di Duchenne, ha lottato per potergli dare una vita più normale possibile.

Ma il male che ha colpito il suo bambino, che da tre mesi circa ha compiuto 18anni, è degenerativo e nel tempo gli ha reso inutilizzabili anche le mani. Quando ha cominciato a fare le pratiche per ottenere il supporto economico dall’Inps, non pensava di dover lottare così tanto contro la burocrazia: «Prima abbiamo fatto la visita di controllo, qui a casa dove abita, e poi le richieste per la pensione. Ismaele è capace di intendere e di volere e io non posso più firmare al suo posto, dato che ora è maggiorenne,ma dovrebbe andare lui negli uffici preposti. Mio figlio però è immobilizzato a letto e non può essere nemmeno messo su una sedia a rotelle.

Inoltre, le sue mani non funzionano più. Così ho fatto richiesta di diventare sua tutrice legale, ma è sempre mio figlio, in quanto sano di mente, che dovrebbe andare in tribunale a sottoscrivere i documenti appositi. Ma come fa se non si può muovere?». Una volta infatti che la madre diventerà tutrice, potrà sottoscrivere anche le carte per ottenere la pensione. «L’alternativa, mi è stato spiegato anche attraverso gli assistenti sociali che mi aiutano tantissimo, è che un giudice venga a casa – spiegaStefania -, ma la cosa potrebbe prolungarsi per mesi. Nel frattempo io lotto con marche da bollo, richieste e solleciti. Ma io non mi abbatto, supererò anche questa, così come non devono buttarsi giù altre persone che vivono situazioni come la mia. Spero di fare un po’ da portavoce anche a loro. Però la burocrazia è davvero sfiancante».

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