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Salute
L’ALLARME

È arrivata la Febbre del Nilo: il primo contagio a Moncalieri

Dopo decine di casi segnalati in Veneto il virus ha ucciso una donna a Novara

L’ultimo allarme per le malattie esotiche si accende anche alle porte di Torino. A Moncalieri, per la precisione, dove i medici hanno riscontrato un possibile primo contagio da West Nile Virus ricoverando una donna di 75 anni all’ospedale Santa Croce. La certezza della diagnosi si avrà oggi con le analisi affidate all’Amedeo di Savoia. La cosiddetta “Febbre del Nilo occidentale” veicolata dalle zanzare era già approdata nei giorni scorsi in Piemonte, con i primi due casi accertati di cui uno letale in provincia di Novara, dove il contagio era culminato nel decesso della donna colpita dal virus. A questo era seguito un secondo episodio non mortale a Vercelli. Anche nella nostra regione, dunque, cominciano ad aumentare le segnalazioni su una malattia che preoccupa non poco per i rischi che corre chi viene infettato, soprattutto, per gli effetti che potrebbe avere il decorso. Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra due giorni e due settimane, che arrivano a tre nei soggetti immunocompromessi. Se la maggior parte delle persone non mostra alcun sintomo, tra gli altri uno su cinque ha riscontri leggeri come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Lo scorso anno in Italia non sono stati registrati decessi, ma i morti erano stati cinque nel 2020. Il contagio da virus del Nilo occidentale si contrae principalmente attraverso le zanzare: nella maggior parte dei casi i sintomi sono lievi o assenti, ma talvolta si sviluppa una grave infezione che interessa il sistema nervoso centrale. Altri casi hanno fatto scattare l’allerta in tutta Italia nelle settimane passate. Pochi giorni fa, a Padova, l’ennesimo decesso di un anziano. Il nome della malattia viene dal distretto del West Nile in Uganda, dove il virus è stato isolato per la prima volta nel 1937 in una donna che soffriva di una febbre particolarmente alta. Successivi riscontri lo hanno individuato anche negli uomini, negli uccelli e nei moscerini in Egitto, solo vent’anni più tardi e da qui il virus si è diffuso anche in altri Paesi. La malattia ha un andamento endemico epidemico e inizialmente risultava diffusa soprattutto in Africa, specialmente in Egitto ma anche nel resto del Medio Oriente e in India.

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