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Salute
IL RETROSCENA

E adesso spaventa il virus dei cammelli: arriva dal Qatar e può anche uccidere

Trasmesso dagli animali potrebbe essere importato in Europa. Pregliasco: «Alzare la guardia»

Si chiama “influenza del Cammello”, anche nota come Mers-CoV, ed è un minaccia per la salute che arriva dal Qatar, dove ieri si sono conclusi i Mondiali di calcio. Ed è proprio questo a preoccupare nel resto del pianeta. Perché il numero elevatissimo di viaggi di rientro dopo il grande evento sportivo, potrebbe favorire l’importazione, anche in Europa, di questo tipo di virus che nei Pesi mediorientali è noto dal 2012, ma fino ad ora non ha mai “sconfinato”. La nazionale francese ha sperimentato il contagio sulla propria pelle. In Gran Bretagna è già scattata l’allerta e i medici hanno messo in guardia sulla possibile trasmissione da persona a persona. In Italia, allarmi ufficiali non sono ancora stati lanciati, ma qualche virologo, come il direttore sanitario del Galeazzi di Milano, Fabrizio Pregliasco, ha invitato ad «alzare la sorveglianza». E una rivista medica prestigiosa come The Lancet Global Health ha pubblicato un intervento di un gruppo di esperti di diversi centri mondiali secondo cui «è il caso di non sottovalutare questo virus, dato che in Qatar sono in corso due maxi-eventi che stanno attirando centinaia di migliaia di persone». L’altro evento, oltre a quello noto, è un concorso di bellezza dei cammelli, che attira moltissime più persone di quanto non faccia Miss Italia a Salsomaggiore. Proprio l’evento legato ai cammelli, dicono gli esperti, non è da sottovalutare, perché il contatto con gli animali crea “condizioni ideali per la trasmissione di agenti patogeni zoonotici associati ai cammelli con potenziale epidemico». Questi agenti patogeni, spiega The Lancet Global Health, «includono il Mers-CoV, altamente letale. I cammelli e i dromedari in Medio Oriente sono un importante serbatoio di Mers-CoV». E anche se solitamente la trasmissione non “salta” salta la specie, «gli esseri umani vengono sporadicamente infettati attraverso il contatto diretto o indiretto con cammelli o latticini di cammello infetti». Nel nostro Paese, l’ultima nota diffusa dal ministero della Salute è quella che risale a dicembre 2021: il virus – avvertiva – può causare nel 35% dei casi il decesso, ma – si precisava – “potrebbe essere una sopravvalutazione del vero tasso di mortalità, poiché i casi lievi di MersCoV potrebbero non essere rilevati dai sistemi di sorveglianza esistenti”. La forma clinica può variare da asintomatica a lievi disturbi respiratori o a una grave forma respiratoria che può anche essere mortale. Il periodo di incubazione, in genere, è pari a 5-6 giorni ma può variare dai 2 ai 14 giorni. La maggior parte dei casi confermati di Mers presenta una forma respiratoria acuta grave, caratterizzata da febbre, tosse e difficoltà respiratoria. La polmonite, pur essendo un sintomo frequente, non sempre è presente. Molti pazienti affetti da Mers hanno avuto anche sintomi gastrointestinali, come diarrea.

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