piscina rari nantes
Cronaca
VIA CIGNA

Due piscine inagibili e chiuse da anni causa cantieri e problemi strutturali

L’impianto all’aperto è andato ko con i lavori del passante. Mentre l’ex Rari Nantes ha il tetto pericolante

Due piscine, entrambe chiuse. Tanto quella all’aperto quanto quella invernale. E due storie diverse con un unico risultato: l’assenza di servizi. Al parco Sempione non c’è solo il problema spaccio. Anche le piscine hanno smesso di funzionare, diventando due monumenti al degrado.

Chiusa per i cantieri

Spogliatoi deserti, ingresso sbarrato, nessuna persona in circolazione. È desolante lo scenario che si palesa a coloro che mettono piede nel parco Sempione, al confine tra via Toscanini e via Gottardo. Una grossa area che fino a 10 anni fa ospitava una delle piscine più importanti del quartiere Barriera di Milano. Poi chiusa causa inagibilità, provocata dalla vicinanza con i cantieri del passante ferroviario. Il resto è facile immaginarlo. Degrado e pochi investimenti. Oltre a qualche atto vandalico a far da contorno.

Danni alla struttura

La piscina, una delle strutture sportive più popolari e frequentate nella zona nord, si trascina da tempo un grosso problema. Proprio a causa degli scavi del passante, la struttura ha subito gravi danni. Problemi che riguarderebbero soprattutto una delle due vasche, non quella principale dotata di sei corsie ma quella utilizzata per i tuffi. L’opera delle sonde e le vibrazioni, provocate dalle trivelle stesse, ha causato, durante i lavori, crepe nella struttura in cemento della vasca con il trampolino. In un caso l’acqua è persino fuoriuscita e una delle due vasche è stata dichiarata inagibile. La soluzione è stata chiudere. E oggi in Barriera non esiste più una piscina. Un danno per i frequentatori, un danno soprattutto per i residenti del quartiere.

La Rari Nantes

E poi c’è l’impianto al coperto, con concessione scadute alla Rari Nantes. Chiusa causa pandemia da oltre due anni e attualmente impossibilitata a riaprire per colpa di un problema strutturale della copertura. Le travi dell’impianto, progettato 40 anni fa, soffrono di umidità e non offrono sicurezza. Ad oggi esistono solo due possibilità per una ripresa delle attività. La prima prevede un intervento tampone al costo di decine di migliaia di euro, che potrebbe durare 4-5 anni. La seconda prevede un rifacimento totale della copertura con lavori di efficientamento energetico che rendano l’impianto più appetibile.

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