maxi tamponamento a23
Cronaca
L’INCHIESTA SUL MAXITAMPONAMENTO

Due morti e vari feriti per il ghiaccio in A32: gli indagati sono 31

Automobilisti accusati di omicidio stradale per l’alta velocità, tecnici Sitaf nel mirino per la mancata pulizia dell’asfalto

Venti automobilisti indagati per omicidio stradale e altre undici persone che lavorano in società collegate all’autostrada iscritte sul registro per omicidio colposo. Sono 31 gli individui che rischiano di finire coinvolte penalmente per il maxi tamponamento che si era verificato il 13 febbraio scorso sull’autostrada Torino-Bardonecchia. Nell’incidente, che aveva tenuto impegnati i soccorritori per ore, erano morte due persone: Francesco Armentaro, 38enne di Caselette, papà da tre mesi e Michelanna Giachino, 71 anni, di Torino, che stava andando a trovare i nipotini in montagna per le vacanze di Carnevale. Altri 31 erano rimasti feriti. I pm Fabiola D’Errico e Giorgio Nicola, titolari del fascicolo, stanno valutando la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità di 31 persone, ricostruendo le condotte di ognuno, per capire chi e come avrebbe contribuito al disastro. Oltre agli automobilisti, che stavano andando nelle seconde case di montagna per il weekend, sono indagati alcuni esponenti di Sitaf, società che gestisce la A32, alcuni autisti dei mezzi spargisale ed altri membri di imprese che avevano l’appalto per quel tratto di strada. Si suppone che le condizioni della carreggiata non fossero ottimali, e che il ghiaccio presente sull’asfalto avesse contribuito alla tragedia: di questo sarebbero responsabili, anche, in ipotesi, coloro che avrebbero dovuto garantire che l’autostrada fosse nelle condizioni migliori possibili per essere percorsa. Ecco perché la procura contesta l’omicidio colposo alle società della A32 che avrebbero dovuto controllare, nella tratta verso Bardonecchia, prima della galleria Serre La Voute, all’altezza di Salbertrand, che il manto stradale non fosse pericoloso. Molti testimoni avevano detto che il ghiaccio era eccessivo. Chi quindi guidava a forte velocità, ha sbandato o non è riuscito a frenare. Come la prima auto che si è scontrata contro il guardrail, dando vita al maxi tamponamento. La procura, poche ore dopo l’incidente, aveva dato incarico alla polizia stradale di verificare, anche attraverso le telecamere, se i mezzi spargisale fossero passati nelle ore precedenti. Da quanto era emerso, anche alcuni automobilisti però potrebbero avuto un ruolo nel tamponamento: varie testimonianze riferivano di “macchine passate ad alta velocità”, “o troppo vicine tra loro”.

A tutti gli indagati e alle parti offese è stato notificato l’avviso a comparire il 28 maggio per il conferimento dell’incarico all’ingegnere che dovrà svolgere la consulenza tecnica, per verificare sia le condizioni della strada sia la condotta degli automobilisti. È possibile che tutti abbiano delle responsabilità. Ma non è detto che tutti i 31 indagati finiscano a processo. Dopo le dovute verifiche, al termine dell’indagine, la procura valuterà chi di essi abbia responsabilità o meno. L’iscrizione sul registro degli indagati permette a tutti di nominare un legale che possa partecipare alla consulenza. È quindi un atto di garanzia.

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