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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Due ministri da punzecchiare

Vita Supernova è il titolo, non a caso, del Salone del libro che riapre i battenti dopo la pandemia, dopo i lockdown, dopo la segregazione degli eventi culturali e dello spettacolo. Ed è un segnale di vita pulsante – così come una supernova emana più luce di una galassia intera, è una esplosione di energia che si diffonde – per una città che a sua volta ha voglia di ripartire, ha bisogno di ripartire. Ma dice il direttore Lagioia, «progetti come il Salone non bastano, tutti devono fare la loro parte. Ci vuole una norma quadro che tenga insieme le varie realtà importanti, ci vogliono norme che sostengano tutta la filiera, case editrici, librerie, biblioteche e scuole». Torino e il sistema cultura hanno bisogno di attenzione dalla politica – e non solo – e oggi, nella Sala Oro al Lingotto, ci saranno ben due ministri, Franceschini e Bianchi, cui eventualmente – al di là dei discorsi istituzionali – proporre questioni, temi. Il notaio Giulio Biino, presidente del Circolo dei lettori e come tale uno dei padroni di casa del Salone, nelle scorse settimane aveva punzecchiato i candidati per il poco spazio, nei programmi, alla cultura.

Notaio Biino, punzecchiamo un po’ anche i ministri, oggi?
(ride) «No, oggi credo che non punzecchierò nessuno, intendo fare un discorso legato alla festa, non è il momento delle polemiche. Io credo che quando è il momento di divertirsi, bisogna godersela e, mi creda, abbiamo tanto bisogno di goderci la festa del Salone».

Un Salone che parte con la sorpresa di un Premio Nobel, il fisico Giorgio Parisi.
«Una bella sorpresa: i Nobel sono di casa al Salone, ma di solito sono per la letteratura. Un elemento in più di una vigilia eccitante. Questo è l’inizio di un autunno scoppiettante per Torino: abbiamo avuto la Biennale Democrazia, ci sarà Artissima, poi le Atp Finals, la città sarà davvero sotto gli occhi del mondo. È questo sarà il Salone più bello, più bello di quello passato, meno bello del prossimo»

Significa che vuole godersene altri, quindi un nuovo mandato al Circolo?
«In fondo in tre anni questo è solo il secondo salone, non contiamo quello on line. Sa, all’inizio da presidente credevo che sarebbe stato un compito ragionevolmente semplice. E invece… Tra i conti, la pandemia… Ma mi sono dedicato con la passione e lo spirito di servizio che mi sono propri. Sì, mi piacerebbe andare avanti»

Con la stessa squadra? Direttore compreso?
«Ci sono tutte le premesse»

Che ne pensa di cosa ha detto il direttore Lagioia sugli interventi per l’editoria? Come vedrebbe una “rete” di tutto il sistema dell’editoria?
«Penso che sia una bella visione, ma che secondo me corre su due binari distinti. Uno è quello della filiera dell’editoria, l’altro è quello delle fiere: immagino che si potrebbe fare sistema assieme alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, a quella della Piccola Media Editoria di Roma, Lucca Comics… Tante realtà, ma ripeto non è oggi il giorno per parlarne. Preferisco che ci godiamo la festa per cui abbiamo lavorato a lungo. E poi…»

E poi?
«E poi magari da martedì ci penseremo. E anche al prossimo Salone. Intanto godiamoci questo, ce lo siamo meritato».
andrea.monticone@cronacaqui.it

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