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SAN SALVARIO

Due mesi con il viale chiuso: «Ora riaprite corso Marconi»

Partita dalla farmacia Portis una raccolta firme contro la pedonalizzazione

I 60 giorni che hanno sconvolto il quartiere. Era partita il 27 agosto la sperimentazione di corso Marconi pedonale, con la prima chiusura al traffico del viale centrale tra via Madama Cristina e corso Massimo d’Azeglio. Poi, il 21 settembre, ecco lo stop alle auto fino in via Ormea, davanti alla scuola Manzoni. Oggi, a distanza di due mesi dall’inizio del progetto pedonale che durerà fino alla fine dell’anno, i soddisfatti sono pochi mentre la maggior parte dei residenti e dei commercianti storce il naso. È stata messa in piedi anche una raccolta firme, partita dalla farmacia Portis e seguita poi da altri esercenti del quartiere.

Obiettivo, convincere Palazzo Civico a tornare sui propri passi sul progetto. «L’inquinamento – dice Francesca Portis – anziché diminuire è aumentato, perché le macchine fanno giri infiniti per trovare un posteggio. E ci sono problemi anche per i fornitori dei negozi che si ritrovano spesso i loro stalli occupati». La perdita dei posteggi, già problema cronico di San Salvario, è il tasto più dolente.

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