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Cronaca
IL COLLOQUIO

Due mesi senza pioggia, allarme smog: l’inverno più caldo degli ultimi 60 anni

Arpa: «Con la mancanza di acqua salgono anche le concentrazioni di inquinanti nell’aria»

Cielo azzurro, caldo secco e nemmeno una goccia di pioggia da ormai 58 giorni. Il Piemonte soffre per la mancanza di precipitazioni: la portata d’acqua di laghi e fiumi si abbassa, le montagne restano senza neve e in, città, la qualità dell’aria ne risente. «Con la mancanza di acqua registriamo una concentrazione maggiore di inquinanti» conferma il direttore generale dell’Arpa Piemonte, Angelo Robotto. Le precipitazioni appaiono infatti fondamentali per abbassare il tasso di inquinanti, specie in una zona geomorfologica particolare come è quella della pianura Padana. «Come Arpa stiamo facendo valutazioni puntuali per comparare le aree meteo dell’Europa e capire dove la colonna d’aria sia più bassa» accenna Robotto. Gli studi non sono ancora stati resi noti, ma secondo le prime indiscrezioni l’area metropolitana di Torino non brilla in classifica.

Tornando al meteo, da un lato l’assenza di piogge e, dall’altro, una costante alta pressione fanno salire il livello di allarme. «Non abbiamo previsioni a breve periodo, né di tendenza, che parlano di pioggia – avvertono dall’Arpa -. Osserviamo una crisi idrica importante». Non che non sia mai successo in Piemonte di restare così a lungo “all’asciutto”. Nel 1999, ad esempio, non piovve per 137 giorni consecutivi. «Ora siamo a metà del guado» cerca di sdrammatizzare Robotto, ma intanto vediamo il livello dei laghi abbassarsi sempre più. «Registriamo un deficit idrico di circa il 50% rispetto alle medie stagionali – evidenzia l’esperto -. E non abbiamo accumulo di neve in montagna. È palese che questi siano gli effetti del surriscaldamento globale. I cambiamenti climatici ci sono e la situazione è delicata: è l’inverno più caldo degli ultimi 60 anni». Per quanto riguarda i grandi laghi poi, l’Arpa invita a giocare d’anticipo. «In condizioni di siccità come quella che stiamo vivendo oggi dobbiamo fare molta attenzione alla regolazione dei laghi».

Le previsioni al momento non sono incoraggianti. «Confidiamo che febbraio e marzo siano mesi migliori dal punto di vista del beneficio idrico» confida ancora il direttore dell’Arpa. Nel frattempo continua a calare la portata d’acqua del fiume Po, così come quello della Dora e dello Stura. E l’ombrello resta a casa.

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