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CORSO SALVEMINI Giuditta, 71 anni, chiede un nuovo appartamento Atc

IL DRAMMA. Paralizzata da quattro anni: «Qui non mi posso lavare»

L’incubo che sta vivendo un’anziana del quartiere Mirafiori Nord

Giuditta, 71 anni, residente nelle case popolari di corso Salvemini 25, è paralizzata da quattro anni a causa di un ictus. Ad aiutarla c’è solo la figlia Caterina che da tempo deve fare i conti con l’incubo delle barriere architettoniche.

La carrozzina della madre, infatti, non entra nel bagno, nemmeno pregando. Da qui emerge l’impossibilità di lavare correttamente l’anziana (una doccia è un miraggio) che vorrebbe solo abbandonare quell’alloggio al quarto piano.

Un appartamento servito dall’ascensore ma, tuttavia, ormai molto scomodo. La richiesta delle due donne è quella di un cambio alloggio, meglio ancora se al pian terreno o al piano rialzato.

«Da quando mia mamma si è ammalata – racconta Caterina -, la nostra vita è diventata un incubo. Innanzitutto per sollevarla di peso dal letto ho bisogno di una terza persona, poi devo affrontare l’imprevisto dell’in gres so del bagno che ormai è troppo piccolo».

Una polemica che Caterina condivide anche con gli assistenti sociali, per questioni legate all’aspetto economico della vicenda. «Non ho ricevuto alcun aiuto – lamenta la figlia -. Anzi, continuano a fare relazioni negative e a bloccarmi la pensione d’invalidità di mia mamma. Per questo ho affidato il tutto ad un avvocato».

Questioni di cui Atc non sembra proprio essere al corrente. «Al momento – spiegano da corso Dante -, non ci risulta pervenuta alcuna richiesta da parte della famiglia, nè per l’abbattimento delle barriere architettoniche

in bagno nè per un cambio alloggio dettato dalle sue condizioni».

La signora può, però, fare una richiesta di cambio alloggio in deroga, presentando ad Atc la documentazione medica che attesti le sue attuali condizioni di invalidità. La richiesta verrà valuta dall’apposita commissione che si riunisce periodicamente. «In caso di approvazione le verrà proposta una nuova sistemazione».

Philippe Versienti

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