Mario Draghi (foto Depositphotos)
Il Borghese

Draghi promette, la sanità arranca

Sulla carta, per la politica, è tutto facile. Ed ad ascoltare prima Mario Draghi e poi il ministro della sanità Roberto Speranza sul piano difensivo contro la quarta ondata è sembrato tutto già organizzato. Super Green Pass, terza dose per gli ultra quarantenni, obbligo vaccinale per forze dell’ordine, vigili del fuoco, personale sanitario. Ma non solo: riduzione della validità del certificato verde da 12 a 9 mesi. E infine, ciliegina sulla torta, la vaccinazione dei bambini dai cinque ai dodici anni.

Sulla carta, ovviamente. Perché poi c’è da affrontare la realtà in cui si muove il fronte vaccinale che, fino a poche ore fa, aveva un trend assai diverso e congruo rispetto alle previsioni fatte quando sembrava che la seconda dose ci avesse messo in sicurezza e che la terza fosse riservata ai più fragili. Il resto lo racconta la mappa che pubblichiamo a pagina 2 e che ci vede letteralmente assediati dai nostri vicini, tutti in zona rossa. Insomma l’Italia e il nord in particolare, appaiono per ora come avvolti in una bolla avulsa dallo stato di emergenza. Un colore chiaro che tuttavia dovrà essere conservato a prezzo di enormi sacrifici da parte di chi, la sanità sul campo non la fa a chiacchiere, ma con i fatti concreti. E questi ci dicono che un milione di piemontesi premono sulle strutture sanitarie, in particolare gli hub vaccinali, per non far scadere il Green Pass visto che dal 6 dicembre la loro seconda dose sarà scaduta. E questo senza contare chi avrà l’obbligo della punturina, terza dose compresa. Un caos, a giudicare dai fatti

beppe.fossati@cronacaqui.it

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