Foto di repertorio (Depositphotos)
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Draghi-Elkann, prime mosse

Chi ci ha parlato, usa la parola «fuffoso» per descrivere un colloquio con John Elkann sul futuro di Mirafiori. Parola forse inadatta, ma che rende l’idea di una voluta vaghezza che non può non essere tale, a poco meno di un mese dalla presentazione del piano industriale di Stellantis. Il futuro delle fabbriche sarà chiaro da questo momento. Il nipote dell’Avvocato, però, deve essere stato abbastanza chiaro da convincere il sindaco Stefano Lo Russo e il presidente della Regione Alberto Cirio a lasciare da parte le crisi di nervi delle rispettive parti politiche per concentrarsi sul tema caldo, o che almeno rischia di diventare addirittura bollente: secondo l’Anfia, a gestire male la transizione elettrica, mette a rischio 70mila posti in Italia. Adesso che la questione del Quirinale è risolta, che più o meno le misure antipandemiche sono varate, che abbiamo compreso come il Pnrr sia la manna dal cielo graziosamente dispensante dal Presidentissimo, l’esecutivo Draghi può anche concentrarsi sul futuro industriale del Paese. E quando si parla di industria, si parte da Torino. Stellantis vuole incentivi per le auto elettriche: costano troppo, non tutti possono permettersele, ma la svolta elettrica l’hanno voluta anticipare i governi, ergo paghino. Questa la sintesi del pensiero dell’ad di Tavares. La politica chiede altre risposte, altri interventi: c’è tutta una filiera da sostenere, per evitare – come ritengono i sindacati – che il Gruppo possa scaricare sull’indotto le criticità. Nei giorni scorsi, John Elkann ha incontrato Mario Draghi a Palazzo Chigi, ma nessuno dei due ha rilasciato dichiarazioni. «Rapporti istituzionali» è stato detto da fonti del Gruppo. In questa fase, però, tutto fa pensare alle prime mosse su una scacchiera, scacchiera che sarebbe meglio poter vedere.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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