FOTOMONTAGGIO
Cronaca
IL CASO

«Draghi criminale come Cesare Battisti». Una bufera sulla Garante dei detenuti

Un fotomontaggio su Facebook rischia di costare il posto alla No Green Pass Paola Perinetto

Forte delle sue convinzioni contro vaccino e Green pass, ha paragonato Mario Draghi a Cesare Battisti, dando in sostanza del terrorista al premier. Un post che ha scatenato una vera e propria bufera e che probabilmente costerà il posto alla garante dei detenuti di Ivrea, Paola Perinetto.

È diventato in poche ore un caso nazionale quello della garante che dal suo profilo Facebook ha scritto (e poi cancellato) un post dove si accostavano in un fotomontaggio i ritratti del premier Mario Draghi e del terrorista comunista dei Proletari Armati Cesare Battisti, recentemente estradato dalla Bolivia all’Italia e attualmente detenuto a Oristano, con tanto di commento: «Nella foto possiamo osservare un caso di estrema somiglianza. Uno è un criminale senza scrupoli, l’altro è Cesare Battisti». Il profilo della Perinetto è da molto tempo vetrina per ogni critica contro i vaccini, i Green pass, il 5g. Nei giorni scorsi la garante era arrivata a definire Trieste «la Tienanmen italiana» ma questa volta il post è stato eccessivo e nonostante lei stessa lo abbia poi rimosso è stato sufficiente perché si scatenasse subito l’alzata di scudi a difesa di Draghi e per contestare alla donna l’incompatibilità tra quelle parole e un ruolo così delicato come quello da lei ricoperto. L’eco è arrivata fino al Garante nazionale dei detenuti che in un comunicato ha subito stigmatizzato l’accaduto: «Letto quanto riportato nel post pubblicato dalla Garante dei detenuti del comune di Ivrea, Paola Perinetto, l’inqualificabile parallelo da lei proposto e le valutazioni espresse, si chiede che il sindaco e il consiglio comunale di Ivrea valutino la rimozione della Garante dall’incarico ricoperto. Chiede altresì che si stabiliscano finalmente delle linee omogenee affinché i Garanti localmente designati rispondano a criteri di indipendenza e professionalità».

La Garante è nominata dal consiglio comunale e quindi la vicenda non poteva lasciare indifferente la sinistra locale, che ad Ivrea è all’opposizione. Così tuona Maurizio Perinetti, capogruppo del Pd in Sala Dorata: «Ovviamente non dobbiamo negare a nessuno di poter liberamente esprimere le proprie opinioni, tanto più su un argomento così delicato e dirompente come quello dell’obbligatorietà del Green pass nei luoghi di lavoro e pubblici, ma ci sono limiti che non possono essere superati, tanto più da persone che ricoprono cariche istituzionali come in questo caso. Le espressioni usate dalla Garante Paola Perinetto sono assolutamente inaccettabili, al punto da ritenere non più compatibile la carica pubblica da lei attualmente ricoperta. A nome del gruppo del Partito Democratico, chiedo quindi la rimozione della Garante attualmente in carica dalla sua posizione e la sua sostituzione secondo le modalità definite dal regolamento comunale». Una posizione che è diventata insostenibile anche per lo stesso sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli: «Non posso che condannare le sue parole, ma la decisione di rimuoverla spetta al consiglio comunale che l’ha nominata. Questa sera (ieri ndr) abbiamo convocato subito una riunione dei capigruppo dove prenderemo una decisione in merito, ma l’atto formale dovrà essere deliberato dal consiglio». Sulla vicenda la stessa protagonista invece preferisce non rilasciare dichiarazioni. Raggiunta al telefono, risponde laconicamente: «Non ho nulla da commentare e non voglio dire nulla». Ora si attendono i provvedimenti.

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