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Sport
L’ANALISI

Dopo il tonfo, la Juve respira: nuovo aumento di capitale?

Il bilancio va chiuso entro il 27. La Borsa si riprende

Giornata festiva – ma non per i mercati – con buone notizie per la Juve, che ieri mattina segnava un +2,6% a Piazza Affari, con la capitalizzazione di mercato che si attesta a 637 milioni di euro, dopo che nella giornata precedente il tonfo aveva portato a bruciare qualcosa come una cinquantina di milioni di euro. Il titolo, nel pieno della bufera giudiziaria, resta sempre volatile.

In casa bianconera si è al lavoro per definire il bilancio dell’esercizio 2021/2022, mentre, dopo avere ricevuto gli atti dalla magistratura ordinaria, è all’opera anche la Procura federale della Figc. Il progetto di bilancio presentato finora dal club bianconero non ha passato l’esame della società di revisione Deloitte, proprio per gli effetti delle “manovre sui compensi del personale tesserato relativo alle stagioni sportive 2019/2020 e 2020/2021”. Nella valutazione di Deloitte, la perdita e il patrimonio netto al 30 giugno 2022” risultano sovrastimati, rispettivamente di 44 milioni e di cinque milioni”; nell’esercizio precedente, invece, la società di revisione ha visto una sottostima della perdita di 21 milioni e una sovrastima del patrimonio di 49 milioni. Infine, il patrimonio netto all’1 luglio 2020 sarebbe stato sovrastimato di 28 milioni. Numeri che non tornano, quindi, secondo la relazione conclusa da Deloitte e che potrebbero costringere il nuovo management a chiedere agli azionisti un terzo aumento di capitale, dopo i 300 milioni del 2018 e i 400 milioni deliberati nel 2021. Una terza immissione di nuovi capitali, peraltro esclusa nei giorni scorsi da John Elkann, presidente della controllante Exor, porterebbe così l’ammontare degli aumenti sulla soglia del miliardo di euro in cinque anni. Occorre vedere se non cambierà qualcosa per il 27 dicembre, la data fissata quindi per l’approvazione del nuovo bilancio, o il 18 gennaio per quella del nuovo consiglio di amministrazione.

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