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Cronaca
BEINASCO

Dopo il rogo, l’incubo inquinamento. E 30 persone finiscono in ospedale

Continui monitoraggi dell’Arpa e scuole ancora chiuse ma solo quelle vicine alla fabbrica andata a fuoco

È stata una notte di lavoro intenso per i vigili del fuoco quella a Beinasco, per cercare di spegnere il vasto incendio che ha distrutto il capannone della Demap, dove erano riciclate materie plastiche. Trenta persone, tra residenti, operai della ditta e vigili del fuoco, ieri sono finiti al pronto soccorso a causa di lievi sintomi da intossicazione. Nessuno è grave e tutti sono stati dimessi. Un lavoro, quello delle operazioni di bonifica, che non si è ancora concluso e prevedibilmente durerà, dopo ieri, anche per l’intera giornata di oggi. Si tratta di un intervento particolarmente delicato visto che «il pericolo di crollo – spiegano i vigili del fuoco – rende difficile lo smassamento», comunque l’incendio stato domato. Nel corso della notte i venti hanno cambiato direzione sospingendo i fumi verso sud-ovest, in direzione di Beinasco e Orbassano. I valori di Cov, i composti organici volatili, misurati nella zona sud di Torino, in una prima fase più interessata dalla ricaduta dei fumi, ieri mattina erano nettamente calati, per poi risalire in serata oltre il doppio dei valori normali. Alcune scuole di Beinasco sono rimaste chiuse per precauzione e anche a Torino, nella parte Sud e Centro-Sud della città, resta valido l’invito della Protezione Civile a tenere le finestre delle abitazioni chiuse e a uscire di casa, solo se necessario, indossando sempre la mascherina Ffp22. L’Arpa sta intanto proseguendo l’analisi dell’aria: alle 7,30 di ieri mattina nelle zone prossime all’incendio e nelle zone di probabile caduta dei fumi tossici, sono state misurate concentrazioni di inquinanti più che doppie rispetto al normale. «In particolare, 265 ppb (parti per bilione) nella zona dell’incendio – spiegano dai laboratori -, 230 ppb all’asilo Garelli, 220 nel centro di Beinasco, 301, nella piazza Vittorio Veneto della città alle porte di Torino». Valori difformi da quelli misurati ieri poiché, sottolineano all’Arpa, «l’effetto ombrello determinato dall’innalzamento, fino al doppio dei valori normali». Oggi le scuole rimarranno ancora chiuse in via prudenziale, ma solo quelle nelle vicinanze della Demap: si tratta delle scuole elementari Mei, Gramsci e De Amicis, delle materne Rodari e Aleramo, del nido Garelli e della scuola media Gobetti. Intanto i vigili del fuoco hanno provveduto ad inviare in procura una prima informativa sull’accaduto e sul caso, verosimilmente, verrà aperta un’inchiesta per chiarire le cause del rogo ed eventuali responsabilità in ambito di prevenzione.

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